Una donna coraggiosa

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Briciole  Era arrivata la primavera! Il sole usciva dal lungo letargo invernale e splendeva radioso nel cielo. La natura si risvegliava dal grande sonno e i fiori spuntavano con i loro caleidoscopici colori. Non mi sentivo in armonia con la natura, il mio cuore era a pezzi: uscivo da un’esperienza che mi aveva devastato. Intorno vedevo solo rovine, come se nuvoloni neri avessero oscurato il cielo. Seduta sul letto guardavo il soffitto senza vederlo, a nulla erano serviti gli inviti di mia madre per cercare di stanarmi, ero irremovibile non volevo vedere nessuno. Improvvisamente Marika, la mia amica del cuore, piombò nella stanza, senza nemmeno bussare << Che fai qui, sono tre giorni che cerco di chiamarti, ma tu non rispondi al telefono! >>

La donna che amava i fiori

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Briciole

Ed eccoli, puntuali, erano arrivati, anche quell’anno, “ i giorni della merla”: gli ultimi tre giorni di gennaio. Il freddo era particolarmente pungente, il vento soffiava forte e gli alberi parevano pregare con le cime rivolte in giĂą. Lucia stava riordinando la cucina e immaginava la merla che, in  un tempo molto lontano aveva le piume bianche e il becco giallo. La poverina, per difendersi dal gelo, si era rifugiata in un camino e da bianca era diventata nera per il fumo e la fuliggine. 

 

Un amore a Firenze

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Briciole  L’estate era volata via senza che Lucia ne avesse avuto piena coscienza e assaporato la sua bellezza, seduta sul patio si godeva l’ultimo sole autunnale e ripensava con nostalgia agli ultimi giorni trascorsi con i figli e nipotini che le avevano riempito la casa ed il cuore ma anche sconvolto le sue abitudini e certezza di donna matura. Le mancavano le loro risate, le loro urla di gioia ma cominciava a ritornare alla sua abituale e rassicurante routine in attesa di un nuovo “ terremoto” che si sarebbe  abbattuto nella sua casa e nella sua vita…..Si sentiva sospesa e tratteneva il fiato calcolando mentalmente quanto mancava al loro prossimo ritrovarsi! Nel frattempo godeva ad osservare il tripudio di colori delle foglie autunnali, uno spettacolo unico che accendeva il paesaggio di mille sfumature.

Gli ultimi saranno i primi... ma non su questa terra

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Briciole

“…. Arnau , io ho lasciato tutto quello che avevo perchĂ© tu potessi essere libero. Ho abbandonato le nostre terre, che da secoli appartengono agli Estanyol, perchĂ© nessuno potesse fare a te quello che avevano fatto a me, a mio padre e al padre di mio padre….Figlio mio impara ad usare la libertĂ  che ci è costata tanto sforzo raggiungere” con queste parole Bernat Estanyol si rivolge al figlio Arnau nel romanzo fiume dello scrittore e avvocato spagnolo Ildefonso  Falcones “La Cattedrale del Mare” .

Sorelle...

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Briciole  Aveva trascorso la notte insonne, rigirandosi continuamente nel letto, il pensiero dei figli all’estero l’angosciava profondamente. I continui attacchi terroristici nelle maggiori capitali europee la terrorizzavano ,nonostante ciò si sforzava di mantenere i nervi saldi cercando di non far  trapelare le sue preoccupazioni a Mario ma soprattutto ai suoi ragazzi. Quando la sera si collegava tramite la web cam si presentava sempre con un sorriso smagliante ma Luca e Pietro che la conoscevano bene, non si lasciavano ingannare da quell’allegria  forzata e con dolcezza  le dicevano di non preoccuparsi <<Tanto tra qualche anno tutto il mondo sarĂ  in pericolo, non sarĂ  risparmiata nessuna cittĂ  >> ribadiva Pietro con tono pacato, quasi fosse una novella Cassandra al maschile!

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