"Oltre quattro anni dall'inizio dei lavori e diverse centinaia di migliaia di euro spesi. Lavori completati da circa due anni. Una chiesa del XVI secolo sottratta alla sua comunità e al culto". Così il consigliere di opposizione, Elio Fiorillo delinea la situazione riguardante la chiesa dell'Annunziata. Una questione rispetto alla quale Fiorillo ricorda anche gli "innumerevoli annunci di riaperture e di inaugurazioni propagandate dall'Amministratore comunale di turno. Ultimo intervento in ordine di tempo - sottolinea l'esponente di minoranza -, quello dell'attuale sindaco che attraaverso un articolo pubblicato su un quotidiano locale il 15 settembre 2008, annunciò per l'ennesima volta la riapertura della Chiesa dell'Annunziata e quindi la sua restituzione alla comunità ceppalonese".
In merito, però, Fiorillo sottolinea: "Nulla di tutto ciò è accaduto. Questi, in breve, i fatti e i numeri, imbarazzanti e vergognosi, di una vicenda che si sta trascinando ormai oltre ogni limite di decenza e di tolleranza e che, nel suo volgere, sta alimentando un chiacchiericcio malizioso cui sottende un tentativo, ancora più spregevole, di trascinare dentro alla vicenda persone che nulla possono decidere al riguardo, a cominciare dal parroco di Ceppaloni. Una vicenda prosegue - che ha ormai valicato ogni limite dell'umana sopportazione e che, soprattutto, sta lacerando l'unità dell' intera comunità". Pertanto, il consigliere spiega che "è per queste ragioni, senza entrare nel merito dell'intera vicenda, che chiedo un intervento immediato e chiarificatore da parte della Sovrintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Benevento e della Procura della Repubblica che si stanno interessando del caso". E poi, precisa: "Lo chiedo non per alimentare ulteriori polemiche e non per un rigurgito di giustizialismo, ma per fare chiarezza e definire in modo risolutivo una vicenda che ormai sembra non avere più fine. Chiedo un intervento della Sovrintendenza e Procura della Repubblica - conclude Fiorillo perché credo che solo la verità potrà rendere giustizia a tutti per il tempo perso, per i soldi spesi e le tante chiacchiere fatte: ai tecnici, al Comune e, soprattutto, ai cittadini di questa comunità".
Fonte: Il Sannio Quotidiano