Una grande iniziativa umanitaria in ricordo del giovane Eugenio Tranfa

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Ha perso la vita in un tragico incidente stradale lo scorso 10 luglio, in piena notte. Stava ritornando a casa da una festa a bordo della sua auto, quando ha sbandato uscendo fuori strada. Si è spenta così la vita di Eugenio Tranfa, 25enne di Ceppaloni, studente di Giurisprudenza presso l’Università del Sannio, da tutti considerato un ragazzo per bene e di grande bontà. Fin da subito si sono registrate iniziative di commemorazione che hanno visto il coinvolgimento di tantissimi, dai parenti agli amici ai semplici conoscenti, passando per i colleghi universitari.
 

 

Teatro di tale compartecipazione è stato anche il diffusissimo social network Facebook, dove sono sorti due gruppi (”X Eugenio Tranfa GENY” e “Per ricordare Eugenio Tranfa”) ed il profilo collettivo di tutta la famiglia Tranfa, per raccogliere le testimonianze di vicinanza e di cordoglio e le tante manifestazioni d’affetto da parte delle molte persone che si sono dimostrate sensibili alla tragica vicenda. I gruppi hanno raccolto in poco tempo numerosissime adesioni, arrivando a superare rispettivamente i 500 ed i 900 utenti iscritti e raccogliendo soprattutto una fervida attività da parte dei tanti che, anche con semplici messaggi, hanno espresso il proprio pensiero e condiviso con tutti il proprio ricordo di Eugenio. Il pensiero maggiormente condiviso da parte delle tante persone intervenute è quello che disegna il giovane Eugenio come un ragazzo di rara bontà e bellezza d’animo, rispettoso delle regole e degli altri. Proprio attraverso uno dei due gruppi nati su Facebook, Christian, fratello del giovane Eugenio, ha diffuso la notizia che verrà realizzata una grande iniziativa umanitaria per ricordare il giovane scomparso: sarà costruito un centro di accoglienza per bambini affetti da AIDS, in Etiopia. Come si legge nel dettaglio sul sito www.ceppaloni.info, “l’ubicazione del progetto è ad Areka nella regione del Wolaytta a circa 300 Km a sud di Addis Abeba. Qui, su di un terreno di circa 4 ettari di terreno, completamente recintato, sono stati già messi a dimora alberi da frutto ed ortaggi, la cui coltivazione mira a rendere autonomo il sostentamento dei residenti della struttura. Per superare l’annoso problema della siccità, è stato scavato un pozzo della profondità di circa 120 metri con annesso serbatoio, i cui costi sono stati sostenuti dal gruppo famiglie del Piemonte. Deve ancora essere realizzato il sistema di irrigazione. Sono in fase di costruzione otto tukul (tipica costruzione africana) destinati ad accogliere le famiglie adottive che si recheranno sul posto e delle piccole officine in grado di assicurare il lavoro ad alcune famiglie. Il progetto si inserisce nell’ ambito degli interventi di aiuto realizzati nel Wolaytta, che ha visto il Centro Aiuti per l’Etiopia in prima linea nel portare conforto e sollievo alle migliaia di persone vittime della carestia che, soprattutto nel 2008, ha mietuto migliaia di vittime. Una delle tante tragedie dimenticate di cui è ricco il nostro mondo. A breve distanza dal centro di Areka, vi è il piccolo orfanatrofio tenuto dalle suore Cabriniane”. A queste informazioni è allegato un video che mostra le immagini di quanto si sta già realizzando, in modo da stimolare la più vera e intensa partecipazione di chiunque voglia contribuire a questa lodevole iniziativa. Presto, infatti, come ha fatto sapere la famiglia Tranfa in un altro messaggio inviato tramite Facebook, verranno diffuse le coordinate per offrire il proprio contributo economico alla costruzione di questa opera umanitaria in Etiopia. L’invito a partecipare è forte, e probabilmente sarà seguito da un vero fiume di entusiasmo, si spera molto simile a quello che si è fatto registrare nei giorni successivi a quel drammatico incidente. Il modo migliore per ricordare Eugenio Tranfa, e attraverso di lui tutti i nostri giovani sanniti scomparsi tragicamente sulle strade, consiste nel fare del bene, nel contribuire concretamente a migliorare la vita di tanti bambini malati che forse non vivranno mai nei nostri agi. Un motivo in più per sentire vicina questa iniziativa, perchè sensibilizzare ognuno di noi è un primo grande passo verso la risoluzione della profonda piaga delle morti lungo le strade.

 

Simone Aversano

 

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