Pro loco Ceppaloni:
Benevento sport: Il capitano è in vacanza in Sardegna ma non ha smaltito l’amarezza: «Abbiamo deluso intere famiglie»
«Troppi punti persi in avvio. E quel gol del 2-0 che ho sfiorato in finale...» Non sono le
vacanze che aveva sognato, ma sono pur sempre vacanze quelle che
capitan Imbriani sta trascorrendo sulle bianche spiagge della Sardegna,
dove il mare incantato ti porta a dimenticare tutto ciò che è accaduto
nelle ultime settimane, o almeno così dovrebbe essere.
Rintracciarlo è
quasi impossibile. “Ho spento i cellulari – confessa il centrocampista
di Ceppaloni – perché avevo bisogno di staccare la spina con tutto e
tutti. Quando sei triste, deluso, amareggiato ti conviene isolarti per
riflettere. Sognavo di fare vacanze da vincitore, invece mi trovo qui a
Santa Teodora, in questo paradiso terrestre, sperando di dimenticare
presto quello che è accaduto qualche settimana fa. Ancora non riesco a
darmi pace, il sogno della mia vita si è sgretolato sotto i miei occhi
così, piano piano senza che io riuscissi a fare nulla. E’ stato
difficilissimo accettare la realtà, ma alla fine mi sono arreso
all’idea di aver fallito l’obiettivo più importante. Dovrà passare
molto tempo prima che questa ferita si risani. La cosa che mi è costata
di più è aver visto bambini, genitori, famiglie intere piangere per la
disfatta, tutti ci credevano compreso noi giocatori”. Il pensiero
corre sempre lì, al gol mancato che con molta probabilità avrebbe
potuto chiudere definitivamente i conti. “Se fosse entrato in rete quel
pallone chissà come sarebbe finita… Chissà se il Potenza avrebbe avuto
la forza di rialzarsi… Ogni volta che chiudo gli occhi rivivo quegli
istanti, è un incubo. Nei giorni che precedevano la gara ho provato ad
immaginare la città agghindata a festa. Chissà cosa si sarebbero
inventati i miei concittadini per brindare alla promozione. Penso che
in molti si erano già organizzati per festeggiare, a loro sono andati i
miei primi pensieri”.
Contro il Potenza si è visto un Benevento doubleface, nella prima
parte della gara strepitoso, nella ripresa a corto di benzina. Il
capitano prova a spiegarci quali sono stati i retroscena della
disfatta. “Appena c’è stato il rompete le righe io sono andato via, non
ho avuto modo di commentare con altri la sconfitta. Posso solo dire che
purtroppo non siamo stati capaci di tenere il ritmo dei primi
quarantacinque minuti, poi l’espulsione di Castaldo ci ha tagliato
definitivamente le gambe. Noi avremmo voluto riprenderci la rivincita
anche per tutte quelle dicerie circolate nelle settimana precedente
alla finalissima, avevamo una rabbia interiore che abbiamo saputo
esprimere egregiamente solo nel primo tempo. Nella ripresa invece siamo
andati in apnea, abbiamo sofferto più del dovuto, mostrando il fianco
all’avversario. Io e qualche altro abbiamo anche sofferto per i crampi,
sia chiaro non erano crampi di stanchezza fisica ma di stanchezza
mentale. Ho letto che qualcuno ha azzardato l’ipotesi che siamo
arrivati un po’ spompati all’appuntamento, ma vi garantisco che non è
così. Ci sono stati dei fattori psicologici tra cui l’eccessiva
tensione che ci hanno penalizzati. Non sto raccontando fiabe, avete
potuto constatare con i vostri occhi, durante tutto l’arco del
campionato, quale è stata la nostra forza fisica. Noi abbiamo corso per
un’intera stagione dal primo minuto al novantacinquesimo senza che mai
nessuno si fermasse per dolori muscolari. Gli altri invece avendo perso
le speranze nel primato ed avendo già raggiunto la qualificazione ai
play off sono potute anche permettere il lusso di giocare al
risparmio”.
I rimpianti più grossi? Aver regalato terreno al Sorrento nelle
prime giornate della stagione. “Se non avessimo accumulato tanto
ritardo nei primi mesi del campionato forse a maggio avremmo potuto
dire la nostra senza dover incorrere negli spareggi. Undici punti in
nove gare sono davvero pochi e se si fa il paragone con il girone di
ritorno, in cui abbiamo viaggiato ad una media di oltre due punti a
partita, i conti diventano imbarazzanti”.
Imbriani avrebbe voluto vincere per riportare la città nel calcio
che conta e per prendersi qualche piccola soddisfazione personale, al
momento è tutto rimandato alla prossima stagione. “Non so se verremo
ripescati, se ciò dovesse avvenire per noi sarebbe solo un bene anche
perché sia noi come gruppo sia la Benevento calcistica lo merita. Io
però non festeggerò come se avessimo conquistato il passaggio sul
campo, è naturale, anche perché avrei voluto togliermi qualche
sassolino dalla scarpa. Di questa stagione appena conclusa ricorderò la
familiarità che si era costruita nello spogliatoio, le grandi imprese
compiute e, ahimé, le critiche gratuite piovute sulla mia persona. Sia
chiaro io non mi riferisco ha chi si è reso protagonista di una critica
costruttiva, anzi quella è sempre gradita, ma il mio sfogo è rivolto a
chi ha esternato veleno gratuito. Chi mi conosce sa che pasta di uomo
sono, quando Imbriani era sottotono era perché soffriva come un animale
per un’ernia che mi comprimeva il nervo sciatico, mi sono sottoposto a
numerose manipolazioni, mi sarei dovuto fermare per qualche settimana,
ma lontano dal campo proprio non riuscivo a starci. Io non ho
apprezzato chi si è accanito contro di me e soprattutto contro la mia
famiglia, quando la squadra non andava tutti erano pronti a puntare il
dito contro di me, come se io fossi la causa della sventura, ma avrei
tanto voluto che capissero che non stavamo giocando a tennis ma a
calcio e che i ‘demeriti’ in fondo erano di tutti”.
fonte: il sannio quotidiano