Truffe, falsi, abusi d'ufficio, turbative d'asta. Poi corruzione, concussione e, soprattutto, associazione a delinquere. Una vera polveriera - stando ai capi d'accusa - quella che investe come un ciclone il potere dell'ex guarda sigilli Clemente Mastella (“solo fango, ho le mani pulite, pulitissime”, proclama) e della sua ramificata dinasty, a cominciare dalla moglie, Sandra Lonardo.
Nei fascicoli giudiziari, fra l'altro, si parla anche di “contatti fra esponenti casertani del sodalizio criminale inquisito ed esponenti di livello delle organizzazioni criminali, attraverso il quale i primi miravano ad acquisire consenso elettorale e varie altre utilità, i secondi futuri lavori”. Per la serie, voti in cambio di appalti (Porsche pro Pellegrino Mastella a parte).
Il tutto sotto l'attenta cabina di regia targata Udeur, visto che nel mirino della procura sono finiti l'ex segretario regionale dell’'Udeur Antonio Fantini (arieccolo), il consigliere regionale e ras dei rifiuti Nicola Ferraro, l'ingegnere "superconsulente" (tra le chicche, una parcella da l milione e 200 mila euro a fronte di un massimale da 140 mila euro!) e consuocero di Mastella Carlo Camilleri, gli ex assessori regionali udeur Luigi Nocera (recordman di raccomandazioni) e Andrea Abbamonte, i vertici della sanità a Benevento, ossia i responsabili dell'Asl numero l, Bruno De Stefano - un passato al servizio di Antonio Gava - e Mario Scarinzi, cognato di Ciriaco De Mita. E tra gli inquisiti fanno capolino anche alcuni nomi che ritroviamo in un'altra inchiesta al calor bianco, denominata "Chernobyl" e iniziata circa tre anni alla procura di Santa Maria Capua Vetere, pm Donato Ceglie, da sempre in prima fila nel contrasto alle ecomafie (vedi la cover story della Voce di settembre 2007): il 25 novembre prossimo il gup Marcello De Chiara si pronuncerà sulle richiesta di rinvio a giudizio.
AI centro delle indagini, uno stuolo di mastelliani doc. A cominciare da alcuni ceppalonesi, come Giustino Tranfa, fratello di Concettina (ingegnere e per quattro anni vicesindaco di Ceppaloni) e a bordo di Fra.ma., protagonista per anni di sversamenti illeciti dei più pericolosi liquami nei fiumi della Campania. “L'inchiesta su raccomandazioni, consulenze, voti e appalti cominciata a Santa Maria e passata a Napoli rappresenta la gestione politico affaristica delle truppe mastellate - commenta una toga salernitana - mentre Chernobyl è un raccapricciante spaccato dei mega affari illeciti realizzati sulla pelle dei cittadini e del territorio, un fenomeno delinquenziale ancor più grave”. Ma vediamo altri dettagli - in un mare di sigle, intrecci, personaggi - della maxi inchiesta che ricostruisce quella “piovra tentacolare”, sono parole degli inquirenti, che con “barbaro, criminale compiacimento” realizzava profitti da milioni di euro, riversando in fiumi e campagne, senza alcun trattamento, sostanze altamente cancerogene: per fare un solo esempio, perfino i super tossici liquami prodotti nelle fosse settiche delle navi in transito nel porto di Napoli.
Partner di Tranfa altri due ceppalonesi, Amabile Pancione e Ferdinando Matteoli (comunque originario, quest'ultimo, di Gricignano d'Aversa, in pieno territorio dei casalesi) e un beneventano, Fabio Turilli. Ritroviamo il tandem Tranfa-Mattioli anche a bordo della strategica Soocedim srf, che quattro anni fa, a dicembre 2005, si aggiudica un appalto da l milione 615 mila euro indetto dall'Arpa Campania - al centro dell'inchiesta di questi giorni - per la “ristrutturazione e l'adeguamento funzionale del dipartimento provinciale, del dipartimento tecnico e dell'unità territoriale Arpac di Benevento”, al timone il mastelliano doc e oggi sindaco del capoluogo sannita Fausto Pepe. L'atto è firmato da un altro di stretta fede Campanile, l'ex dc Francesco Polizio, direttore amministrativo dell'Arpac. L'arcipelago made in Tranfa, col passare degli anni, si arricchisce di altre perle, come Socedim Ambiente, Aurora srl, C.G. srl, Star Sud srl e Tranfa Costruzioni: quest'ultima vede la partecipazione di un'altra sorella, Loredana Tranfa, il cui nome nel 2005 faceva capolino nel direttivo dell'associazione Iside Nova, beneficiaria di ingenti finanziamenti regionali (che stanno finendo sotto i riflettori degli inquirenti) per dar vita alla kermesse di lady Sandra "Quattro notti e più di luna piena".
Ai vertici della "cupola" - secondo la ricostruzione degli inquirenti - un big nazionale del settore, Dipiudì Ambiente spa (oggi De Luuca Group), spesso gemellato ad un altro colosso, Veolia Italia. A cascata, oltre al gruppo Tranfa anche altri "commensali". Come Naturambiente di Caselvolturno, che fa capo al gruppo Gallo, in prima fila - con la Generai Construction - in svariati business energetici lungo la penisola. E poi l'irpino-torinese De Vizia Transfer; la Ecologia Agizza (nessun collegamento con il gruppo di Vincenzo Agizza che negli anni '80 si occupava di cemento e rifiuti a Napoli), la Pianese Costruzioni Generali di Giovanni Pianese, ottimo amico di Paolo Cirino Pomicino e Giulio Di Donato, l'ex numero due del PSI e neo segretario regionale Udeur.
A.C.
Fonte: La Voce della Campania