Sistema Ceppaloni e sistema Casal di Principe. Caso Cosentino: «Favori ai clan il 70% delle assunzioni»

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CosentinoSistema Ceppaloni e sistema Casal di Principe, centro chilometri di distanza, lo stesso intreccio, lo stesso sistema di favori, assunzioni nelle aziende che si occupano di rifiuti in cambio di voti, di pratiche accellerate, di licenze e concessioni. Di occhi chiusi di fronte all'illegalità. Con una grande differenza, certo: i Mastella, se l’inchiesta sarà confermata in fase processuale, raccomandavano assunzioni all’Arpac per se stessi e per il partito (42 persone su una lista di 655). Nicola Cosentino, invece, oltre a costruire e blindare la sua carriera politica, ha reso servigi a uno dei clan più feroci, in questo momento, non solo della camorra ma di tutte le mafie. Il sistema La collaborazione sistematica tra l’onorevole Nicola Cosentino (pdl) e i casalesi è il cuore della richiesta di arresto del gip Raffaele Piccirillo. Una storia che si perde nel tempo, comincia nei primi anni Novanta, prosegue - lo dimostrano prove documentali, intercettazioni e sei pentiti - negli anni ad ogni appuntamento elettorale dal 1990 alle politiche del 2008 passando per le nomine interne al partito.
 
 
E va avanti ancora adesso, in vista del voto regionale, se il giudice tra le motivazioni dell’arresto indica la «persistenza del debito di gratitudine (da parte di Cosentino,ndr) verso un’organizzazione cui egli deve le sue fortune» e il «permanere dell’interesse del sodalizio (tra Cosentino e i boss, ndr )». Il pentito Dario De Simone (1996) snocciola ai magistrati una sorta di contabilità del voto di scambio e spiega «il coinvolgimento di tutti i capizona dell’area aversana per sostenere il candidato Cosentino». Erano le regionali del 1995, «Cosentino - racconta Di Simone - mi chiese di aiutarlo nell’imminente campagna elettorale, mi pare fosse candidato nel Ccd. A Trentola Ducenta ha preso 700 preferenze, per la zona di Aversa si è interessato Francesco Biondino, per quella di Lusciano il controllore è stato Luigi Costanzo, a Gricignano Andrea Autiero detto o’ scusuto...». Nel 2000 nasce la Eco4 spa, la società dei fratelli Michele e Sergio Orsi prestanome dei casalesi, che dal nulla comincia a vincere le gare per aggiudicarsi la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nel comuni del Consorzio Caserta 4. «L’Eco 4 è una mia creatura» ha sempre ripetuto Cosentino. Socio occulto, il vero padrone. Michele Orsi è stato sentito più volte dai magistrati prima di essere ucciso dai clan il 1 giugno 2008. Stava raccontando «del rapporto politico privilegiato, su sollecitazione del presidente Valente, con Nicola Cosentino e Mario Landolfi». Eco 4 in poco tempo riesce ad accaparrarsi i contratti di raccolta dei rifiuti dei comuni consorziati: «Era l’impegno che i politici assumevano verso gli uomini del Consorzio». Il gip scrive anche che «le massicce assunzioni, almeno il 70 per cento del totale, erano la contropartita che i protettori politici richiedevano e puntualmente ottenevano dagli imprenditori mafiosi della Eco 4». La tipologia dei raccomandati è assai varia: il vicesindaco di Trentola, il consigliere comunale di Villa Literno servivano per ottenere gli affidamenti, i nipoti del cardinal Sepe, il fratello dell’ispettore di polizia, il genero del giornalista del maggior quotidiano campano. Il gip annota come «le assunzioni fossero il grimaldello per scardinare le resistenze dei comuni all’affidamento senza gara del servizio di raccolta». E difatti è lungo l’elenco delle persone assunte «su raccomandazione dei sindaci di Grazzanise, Calvi Risorta, Vitulazio, Cellole». Comuni dove le gare per lo smaltimento dei rifiuti hanno avuto negli anni un solo vincitore: la Eco4. Non solo: «L’assunzione di un consigliere comunale di Mondragone (Maria D’Agostino) e di quattro suoi congiunti rappresentava la contropartita del voto favorevole alla giunta del sindaco Ugo Conte fortemente appoggiato dal clan La Torre». Il comune di Mondragone evitò lo scioglimento per infiltrazione mafiosa grazie anche a quel voto. E a successive pressioni sul ministero dell’Interno. Ci sono ancora tanti omissis nell’inchiesta sul sottosegretario Cosentino detto o’mericano, sottosegretario di governo nell’anno 2009.
 
Fonte: L'Unità
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