Dopo che il Gip del Tribunale di Napoli, Annalaura Alfano, ha ritenuto di non richiedere l'obbligo di dimora, Sandra Lonardo Mastella è tornata al Consiglio regionale della Campania che presiede.Gli applausi e gli incitamenti di amici e dipendenti del palazzo hanno accolto il ritorno in Consiglio regionale, dopo 13 giorni agli arresti domiciliari e altri cinque di obbligo di dimora nella residenza di Ceppaloni. Sul fronte della politica regionale, la Lonardo ha rimarcato che l'Udeur è al centro e che allo stato è «stabilmente nella maggioranza di centrosinistra» che governa la Regione. Infine, il presidente del Consiglio regionale ha ricordato gli impegni che attendono l'assemblea regionale dicendosi pronta a dare il suo contributo.A ben vedere però le accuse della procura di Santa Maria Capua Vetere che sono state all'origine delle misure cautelari poi decadute, restano in piedi. È la stessa giudice per le indagini preliminari di Napoli Anna Laura Alfano a precisare che non sono inconsistenti gli indizi per sostenere l'ipotesi di una concussione ai danni del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino.
La vicenda è quella legata alle presunte pressioni sul governatore della Campania Antonio Bassolino per la nomina di una persona segnalata da Carlo Camilleri, consuocero dell'ex guardasigilli Clemente Mastella, a commissario dell'Area di sviluppo Asi di Benevento. Una vicenda che vede indagati, insieme con Mastella e Camilleri, anche gli assessori regionali -ora dimissionari- dell'Udeur Luigi Nocera e Andrea Abbamonte. Una delle presunte pressioni su Bassolino sarebbe consistita infatti nel far mancare l'appoggio politico alla giunta da parte dei due esponenti Udeur. La gip Alfano premette che «non effettuerà alcuna valutazione sulla posizione di Mastella, esulando la valutazione dalla cognizione del giudice ordinario in assenza della procedura relativa alle prerogative parlamentari». A proposito della mancata partecipazione alle sedute della giunta da parte degli assessori Udeur, la gip sostiene che i due sono «portatori di una strategia intimidatoria ben determinata, gestita da Camilleri e dal gruppo di appartenenza».
Fonte: L'Unità