Udeur, dilaga la ribellione in Campania

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (0 Votes)
UDEURNon solo i tre consiglieri regionali espulsi ieri, Caputo, Maisto e Insigne: a sancire l'addio all'Udeur in Campania sono anche due consiglieri comunali e un assessore provinciale di Napoli, il sindaco del comune di Cardito, l'ex assessore della provincia di Caserta Giovanni Di Caprio e un po' di consiglieri comunali di realtà del napoletano e del casertano. Ed altri - è emerso oggi nel corso di una conferenza stampa - sarebbero pronti a fare lo stesso se Clemente Mastella annuncerà il passaggio con la Cdl.
«Siamo stati buttati fuori - ha detto il consigliere regionale Nicola Caputo - con un atto monocratico del segretario regionale Fantini di cui abbiamo appreso dai giornalisti. Ci è stato impedito il confronto. Da tempo c'era un malessere interno: eravamo stufi di essere trattati da yes man. Ora ci sentiamo liberi, non abbiamo chiuso accordi con nessuno.

Vogliamo solo continuare a fare politica».

'Non ci vendiamo la dignità per 5/6 posti nel listino', attacca Giuseppe Maisto, mentre per Vittorio Insigne 'era difficile spiegare che si passava da una parte all'altra senza una ragione logica'.

'Nel momento in cui Mastella è rimasto fuori dall'intesa elettorale col centrosinistra - ha sottolineato l'ex segretario cittadino Diego Venanzoni - noi non potevamo più seguirlo verso altri lidi'.

Con i tre consiglieri regionali lasciano l'Udeur il sindaco di Cardito Giuseppe Barra, l'assessore all'Industria della Provincia di Napoli Giacinto Russo, i consiglieri comunali di Napoli Carlo Migliaccio e Diego Venanzoni (che era anche segretario cittadino del partito), l'assessore provinciale dimissionario alla Provincia di Caserta Giovanni Di Caprio, tutti presenti stamani alla conferenza organizzata nella sede del Consiglio regionale.

«Quanto accaduto ieri è un fatto assurdo - ha detto il consigliere regionale Nicola Caputo - messo in atto da chi, Fantini, pensa di poter svolgere ancora un ruolo e non ha fatto i conti con una realtà nel frattempo mutata.

«Siamo stati espulsi per aver contrastato la linea politica mentre da parte nostra c'era solo la richiesta di un confronto nel partito dinanzi a posizioni di giorno in giorno diverse. Ma di fronte al dissenso ha prevalso la volontà di zittire le voci interne.

Faccio presente che certi modi sono tipici di un duce o di un dittatore sudamericano. In ogni caso, sia a Sandra Mastella che oggi non ci ha salutato, che a Clemente Mastella, rivolgiamo un pensiero affettuoso. Così come confermiamo la nostra solidarietà agli amici Errico, Ferraro, Abbamonte e Nocera».

«Io ho tenuto fede all'impegno con Mastella - dice Insigne - ma quando ho capito che stava per buttarmi giù...Ho perfino pensato di dimettermi. Ma noi non siamo i Cusumano della Campania come ha tentato di farci passare».

Sulla stessa linea Giuseppe Maisto: 'Da oggi siamo liberi di esprimere le nostre opinioni. Sono fiero di essere stato espulso, non barattiamo la dignità con i posti in lista'. I tre consiglieri si sono dichiarati indipendenti e confluiranno nel gruppo misto assicurando comunque sostegno alla maggioranza. «Anche se - spiega Caputo - vogliamo prima capire se esiste ancora una maggioranza».

Chiude Diego Venanzoni: «Sono perplesso - osserva - sulla posizione del senatore Barbato che solo quindici giorni fa aveva promosso un documento in cui invitava tutti sospendersi manifestando disagio contro Fantini. L'emoraggia c'è e continuerà. Non si tradisce il patto elettorale».

Secondo il sindaco di Cardito, Giuseppe Barra, sarebbero almeno cinquanta i consiglieri comunali del Napoletano pronti a lasciare l'Udeur. Altrettanti sarebbero - secondo Caputo - i consiglieri comunali della provincia di Caserta che non seguiranno Mastella.

* * *

(Ansa) Napoli 8 febbraio 2008 - «Il confronto politico si fa attorno ai tavoli. Per cinque giorni sono stata alla loro ricerca, ma non sono riuscita a parlare con nessuno, tranne una volta con Nicola Caputo. Evidentemente la mia stessa difficoltà l'ha avuta anche il partito. Hanno letto delle dichiarazioni, cercheremo di capire nelle prossime ore».

Così Sandra Lonardo Mastella commenta la posizione assunta dai tre consiglieri regionali dell'Udeur Caputo, Maisto e Insigne, che oggi hanno annunciato di lasciare il partito dopo esserne stati espulsi ieri, addebitando la mancanza di dialogo interno come una delle cause della separazione. «Preferisco parlare del Consiglio - ha aggiunto la Lonardo -piuttosto che di queste cose, e del clima costruttivo che si è creato tra maggioranza e opposizione».

* * *

Sempre in tema di abbandoni, giunge notizia in serata di altri disimpegni da Caserta.

Scrive il portale Casertace.it: «Scompare il Campanile dalla geografia politica del parlamentino e dalla giunta comunale. Oggi pomeriggio, in anticipo rispetto alle mosse da giorni preannunciate del leader nazionale Clemente Mastella e dell'ormai prossimo ingresso dell'Udeur nell'area del centrodestra, si sono dichiarati indipendenti l'assessore Nello Natale e i consiglieri Catello Tronco e Paolo Caterino. Lascia il partito, con una lunga e articolata dichiarazione, anche il segretario cittadino Nicola Tronco. In Comune si costituirà un gruppo consiliare indipendente, che si conferma "forza moderata e di centro a sostegno dell’amministrazione di centrosinistra" guidata da Nicodemo Petteruti».

Sul portale casertasette.com, invece, vengono pubblicati i documenti ufficiali che sanciscono l’addio all’Udeur degli esponenti locali.

I sottoscritti Aniello Natale, assessore comunale dell’Udeur; Catello Tronco, capogruppo e consigliere comunale dell’Udeur; Paolo Caterino, consigliere comunale dell’Udeur, comunicano che, alla luce dell’attuale confusa situazione politica, al fine di fornire continuità all’amministrazione comunale e di assicurare comportamenti coerenti, nel rispetto del mandato loro conferito dagli elettori; dichiarano di collocarsi, come gruppo indipendente, all’interno del Consiglio comunale, quale forza moderata e di centro a sostegno dell’amministrazione di centrosinistra.

* * *

Il sottoscritto Nicola Tronco, segretario cittadino dell’Udeur, premesso, che in data 28 gennaio c.a., nella riunione della direzione del comitato cittadino Udeur, alla presenza del presidente provinciale Nicola Caputo, del vicesegretario provinciale Giovanni Cusano e di tutti i componenti della direzione stessa, teneva la relazione politica sull’attuale status, evidenziando:

- la mancanza di una condivisa e unitaria strategia politica e programmatica del partito, che talora vanificava più razionali intuizioni del segretario provinciale;

- il rigetto di ogni tentativo di qualsivoglia operazione trasformistica e di potere;

- la necessità di comportamenti in coerenza con l’impegno assunto al momento della stipula del patto elettorale;

- il rispetto della dignità degli elettori e del voto dagli stessi espresso;

- l’ineludibile assioma che la lotta ed il confronto politico devono necessariamente vertere unicamente ed esclusivamente su contenuti e progetti politici, confermando, al contempo, solidarietà comunque ripetutamente e a più riprese espressa in relazione ai noti accadimenti;

che tale relazione veniva approvata all’unanimità riscuotendo ampio e totale consenso.

Considerato che i contenuti e gli indirizzi fondamentali di cui dianzi sono stati talora completamente disattesi da comportamenti successivi e che al contempo questa riflessione è stata fatta propria da livelli superiori al mio; rilevato che l’eventuale riposizionamento del partito, ampiamente evidenziato dagli organi di informazione, anche a seguito di dichiarazioni di dirigenti nazionali, contrasta con il mio convincimento e tradisce una linea di comportamenti da sempre coerenti e lineari; conviene di considerare conclusa l’esperienza della sua presenza e del suo personale impegno nelle file dell’Udeur. Ritiene, infine, non solo doveroso ma sentito rivolgere un affettuoso e non formale ringraziamento agli iscritti tutti, ai quadri di partito, all’intera rappresentanza degli eletti al Consiglio comunale, con tutti i quali si è consumato un cammino non sempre facile, ma comunque convinto e condiviso.

* * *

(Ansa) Roma 8 febbraio 2008 - L'Udeur è sempre più vicino a Silvio Berlusconi e a un accordo elettorale con il listone Fi-An, ma nel Campanile è iniziata la 'grande fuga' di molti degli assessori che governano nelle giunte di centrosinistra, a partire dalle roccaforti della Campania, della Basilicata e della Calabria. E per far fronte a questa emergenza Clemente Mastella domani al Consiglio nazionale 'commissarierà' il partito, assumendo i poteri che spettano agli organi collegiali. Domani nella palestra comunale di Arpaise, a due chilometri da Ceppaloni, Mastella spiegherà al Consiglio nazionale dell' Udeur, i passi che si appresta a compiere alla luce anche del suo incontro di giovedì con Silvio Berlusconi e della nuova decisione del Cavaliere di dar vita alla lista unica con An e altre forze minori. Proprio quest'ultima dovrebbe essere la casa entro cui sarà ospitato l'Udeur alle elezioni del 13 aprile, almeno alla Camera dove il Campanile rinuncerebbe al proprio simbolo.

Questo fatto non è indolore, ma Mastella domani ricorderà che non sarà la prima volta: anche nel 2001 l'Udeur si presentò nella Margherita, salvo uscirne il giorno dopo il voto.

Insomma, come spiega un editoriale sul quotidiano 'Il Campanile' la prima esigenza è «di evitare che il partito venga annullato nell'irrilevanza che deriverebbe da un'esclusione dalle aule parlamentari».

Insomma, “primum vivere, deinde philosophari”.

Peraltro, nei colloqui tra Mastella e Berlusconi si è parlato anche di presentare il simbolo del Campanile al Senato (dove il premio di maggioranza è su base regionale), in quelle regioni dove il partito potrebbe eleggere qualche parlamentare, a partire dalla Campania. La stessa formula del 2006 ma questa volta con la Cdl.

Il ribaltone delle alleanze non è però indolore ed ha prodotto i primi segnali di una 'grande fuga' dei diversi assessori che governano con il centrosinistra, con conseguenze drammatiche per il partito, anche elettoralmente.

L'Udeur è stato definito infatti un 'partito di assessori' che governano quasi esclusivamente con l'Unione. Siccome l'elettorato del partito è fidelizzato alla persona degli assessori, se questi rimangono con il centrosinistra, potrebbero essere a rischio parte dei voti dell'Udeur.

Prospettiva che indebolirebbe il potere contrattuale di Mastella al tavolo di Berlusconi.

Le prime avvisaglie della fuga si sono registrate proprio in Campania, dove sono stati espulsi ben tre degli otto consiglieri regionali (Nicola Caputo, Vittorio Insigne e Giuseppe Maisto). E a sancire l'addio all'Udeur sono stati anche due consiglieri comunali e un assessore provinciale di Napoli, il sindaco del comune di Cardito, e diversi consiglieri comunali del Napoletano e del Casertano.

Anche il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, ha espresso a Mastella il suo malumore.

Altrettanto netta la frana nell'altra regione dove l'Udeur è forte, la Basilicata. Il potente assessore alla Sanità, Antonio Potenza, è uscito dando vita a un nuovo partito, a cui hanno aderito due dei tre consiglieri regionali, Gaetano Fierro (ex sindaco di Potenza) e Luigi Scaglione, nonchè il presidente della provincia di Matera, Carmine Nigro; seguiti da un assessore e tre consiglieri della Provincia di Potenza, tre consiglieri di quella di Matera, i presidenti di tre Comunità montane, cinque sindaci e circa cento consiglieri comunali (tra cui due assessori, tre consiglieri e il presidente del consiglio comunale di Potenza).

Anche in Puglia il mal di pancia è forte: l'assessore Massimo Ostilio è volato a Roma per parlare con Mastella. Dopo aver giurato fedeltà al governatore Niki Vendola, è stato contattato dalla 'Rosa Bianca' per una candidatura a Roma.

In Calabria, poi, il vice presidente del consiglio regionale Antonio Borrello lascia il partito. Non è possibile, dice, 'far conciliare questa grande dicotomia: stare a Roma con il centrodestra e in Calabria con il centrosinistra'. E si dichiara 'rammaricato' mentre preannuncia l'abbandono del partito, alla vigilia del consiglio nazionale del partito.

Per reagire alla situazione, domani Mastella commissarierà il partito, già oggi a carattere fortemente personale.

Infatti il primo atto che compirà il Consiglio nazionale sarà la sospensione dello statuto del partito, con l'assegnazione al segretario Mastella dei pieni poteri decisionali, compresi quelli attribuiti alla direzione. Una fatto che rende bene l'idea della drammaticità della situazione e della necessità di decisioni repentine che non possono passare attraverso la convocazione di un organo collegiale. (articolo di Giovanni Innamorati).
 
Fonte: EpicentroBenevento.it
Find us on Facebook
Follow Us