Udeur pronta a correre da sola. O quasi

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UDEUR CeppaloniI Popolari Udeur pronti a correre da soli alle prossime elezioni. Come si spiega in una nota del partito, infatti, “domani alla riunione dell'Ufficio politico, cui parteciperanno anche i segretari regionali, verrà avanzata la proposta di presentarsi alle prossime elezioni politiche, alla Camera e in particolare al Senato, da soli o con quanti condividono gli stessi ideali politici e di libertà”.

Intanto, però, non si ferma l’emorragia di iscritti.
Da Modena arriva notizia che Antonio Maienza lascia l'Udeur per restare nel centro sinistra. L'annuncio formale è arrivato questa mattina nel corso di una conferenza stampa in cui ha consegnato ai giornalisti una lettera inviata al leader nazionale Mastella: "Caro Clemente - scrive Maienza, che a Modena è consigliere comunale - ti comunico la mia formale e irrevocabile decisione di lasciare il partito dell'Udeur.

Mi dimetto da segretario provinciale e da vice-segretario regionale".

Nella lettera il consigliere comunale parla di "solidarietà per la vicenda giudiziaria", ma spiega di non volere lasciare il centrosinistra: "Tu - scrive rivolto a Mastella - hai voluto accelerare gli eventi politici, alterando così radicalmente il quadro delle alleanza del partito senza coinvolgere gli organi e la base degli iscritti; non sento di condividere con te il nuovo percorso politico che hai voluto intraprendere".

Maienza ha così dato vita in consiglio comunale a un nuovo gruppo dal nome "Popolari per il centro sinistra" che continuerà a sostenere la giunta guidata dal sindaco Giorgio Pighi: le forze politiche a cui il transfuga dell'Udeur ora si rivolge sono il Partito democratico e l'Italia dei Valori: "Guardiamo al Pd dove ci sono i cugini della Margherita e ad Antonio Di Pietro".

Secondo i dati forniti da Maienza circa il 90% dei 500 iscritti lo hanno seguito in quest'operazione; tra di loro anche l'altro amministratore che l'Udeur ha in provincia, un consigliere comunale di Finale. Fedele a Mastella sarebbe rimasto solo il gruppo di Carpi. Alle elezioni amministrative del 2004 l'Udeur aveva ottenuto in provincia lo 0,9%, alle politiche del 2006 il risultato era stato dello 0,8%.

Anche da Roma, le notizie che continuano ad arrivare riferiscono di un partito fortemente lacerato.

Sei consiglieri municipali del comune di Roma, infatti, hanno lasciato l'Udeur per proseguire la propria attività politica nel centrosinistra.

'Scegliamo di non tradire la fiducia che gli elettori ci hanno riservato al momento delle nostre elezioni, nel 2006, e per questo riteniamo che la nostra strada debba proseguire con il centrosinistra' è quanto spiegano i consiglieri municipali dell'Udeur al comune di Roma, Dino Rutigliano (XIII), Celestino Leonetti (XVI), Nicola Sacchinelli, Maurizio De Venuti Alessandro Cipressa (XVIII) e Nino Bufalini (XIX) nell'annunciare la loro decisione.

'La nostra scelta - spiegano i sei consiglieri - è in perfetta sintonia con quella effettuata dall'assessore regionale alle Risorse umane, Demanio e Patrimonio, Marco Di Stefano, nei cui confronti ribadiamo la nostra stima e il nostro indissolubile legame. La decisione di Di Stefano - sottolineano - non è stata facile, ma dimostra che per l'assessore la politica, le idee e gli amici contano più delle ambizioni personali'. Ieri anche il consigliere comunale di Roma e presidente della decima commissione consigliare, Nicola Stampete, e la consigliera del IV municipio, Maria Pia Rella, avevano annunciatodi aver scelto di abbandonare l'Udeur per proseguire col centrosinistra.

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«Voglio ringraziare a nome mio personale e come componente del comitato cittadino, Stanislao Lucarelli già segretario cittadino dei Popolari Udeur, ora commissariato.

Lo voglio ringraziare per il lavoro svolto sempre e solo al servizio del partito, e per aver interpretato al meglio il proprio ruolo di mediatore, non sempre facile e non sempre agevole. Lo voglio ringraziare per aver contribuito a costruire una compagine cittadina di centro sinistra forte e solida tanto da risultare vincente alle esaltanti elezioni comunali del 28 e 29 maggio 2006, e per aver lavorato a mantenere l’equilibrio e l’entusiasmo politico tra le forze che governano la città di Benevento». E’ quanto scrive, in una nota, il sindaco di Benevento, Fausto Pepe che prende così le distanze dalla decisione assunta dal segretario provinciale dell’Udeur, Annio Maiatico, che, come è noto, ha avvicendato il “ribelle” Lucarelli con Angelo Fusaro.

«Lo ringrazio - prosegue Pepe rivolto a Lucarelli - anche per il ruolo che ha sempre svolto e che continua a svolgere in consiglio comunale, anima critica e libera di una amministrazione che tenta di dare un nuovo corso e una nuova prospettiva alla nostra splendida comunità.

A questi sentimenti si aggiunge però un grande rammarico, quello di dover constatare come il mio partito (fino a prova contraria) abbia potuto concepire un commissariamento così spregiudicato e nello stesso momento così offensivo per la persona che lo ha subito ma anche per coloro i quali, come il sottoscritto, non hanno ancora completamente rimarginato le ferite di provvedimenti giudiziari inattesi e devastanti sul piano umano e politico.

La cosa più grave è che questo provvedimento nei riguardi del nostro segretario cittadino è avvenuto senza un ragionamento condiviso e in assenza assoluta di un deliberato del comitato cittadino.

Non si comprende e non lo comprende la classe dirigente della città di Benevento che da sempre ha operato nell’Udeur, di quale colpa grave si sia reso responsabile lLucarelli: di aver dichiarato che la sua posizione è di coerenza verso la città? Di aver precisato che intende rispettare un risultato elettorale che soltanto un anno e mezzo fa ha sancito una svolta, dopo 14 anni, assegnando la guida di Benevento ad una nuova classe dirigente e ad una nuova amministrazione, antitetica e diversa rispetto alla precedente? Il Comune di Benevento, anzi la oolitica tutta, ha bisogno oggi di questi esempi e di questi uomini, perché gli elettori non perdano completamente la fiducia verso le istituzioni e i loro rappresentanti.

Grazie Stanislao. A te la mia solidarietà e la mia stima personale. Non rammaricarti, tu non hai sbagliato e non hai nulla da rimproverarti. Si rafforzano così i dubbi di tutti coloro i quali hanno sempre concepito la politica come dibattito, partecipazione, rappresentazione democratica e ragionamento. Gli atti di ‘terrorismo’ non servono, a nessuno. Spero - conclude Pepe - che questa fase di offuscamento passi presto e non produca altri effetti devastanti, ma una certezza la voglio ribadire, rendendomi così responsabile delle stesse colpe, ancora una volta, se qualcuno non avesse voluto intendere: grande amore e grande lealtà alla città, grande lealtà agli elettori, grande lealtà al patto elettorale e grande correttezza e rispetto per le istituzioni che rappresentiamo ogni giorno al meglio dei nostri sforzi e al pieno del nostro impegno professionale e politico».

fonte: ilquaderno.it
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