Pro loco di Ceppaloni, Provincia di Benevento:
I Carabinieri del Noe (Nucleo
Operativo Ecologico) di Salerno e Caserta, a seguito di una lunga
indagine con oltre 100mila intercettazioni telefoniche, filmati e foto,
hanno proceduto ieri all’alba all’esecuzione di 38 fermi (tra cui 3
destinati a beneventani) su richiesta della Procura della Repubblica di
Santa Maria Capua Vetere.
L’accusa va dall’associazione per delinquere al disastro ambientale, al traffico di rifiuti
speciali e pericolosi alla truffa ai danni di enti pubblici. Stando
agli inquirenti, gli accusati avrebbero smaltito fanghi e prodotti
negli impianti di depurazione, nonché rifiuti
speciali nei fiumi o in terreni non adatti a riceverli.
Molte le imprese coinvolte tra cui la Fra. Ma. Sas di Ceppaloni. Sono stati fe rmati
Amabile Pancione, 28 anni di Benevento che avrebbe reperito i terreni
per lo smaltimento, badando anche che le operazioni illegali andassero
in porto; Giustino Tranfa, 40 anni, gestore di fatto dell’azienda di
Ceppaloni che avrebbe smaltito illecitamente i rifiuti, anche redigendo, secondo gli inquirenti, certificati falsi in merito alle operazioni di smaltimento.
Una posizione più o meno simile anche quella del legale rappresentante
della Fra. Ma. Sas Ferdinando Mattioli, 49 anni anch’egli di Ceppaloni.
I fermati saranno interrogati nelle prossime ore in attesa che il
giudice trasformi o meno i fermi in arresti.
Le accuse contestate sono molto gravi: si parla di un milione di
tonnellate di rifiuti smaltite illegalmente, 7,5 milioni di tasse evase
per un giro di 50 milioni. Ancor più grave il danno ambientale e quello
al comparto agro alimentare campano ipotizzati al punto che
l’operazione è stata chiamata Chernobyl. I territori maggiormente
colpiti sono quello casertano e quello dell’agro-nocerino-sarnese.