Di questi tempi a Ceppaloni basta qualche giorno di pioggia ad intensità sostenuta per provocare danni al territorio. È capitato già diverse volte in questi mesi. È capitato ancora qualche giorno fa. A causa, infatti, delle incessanti piogge dei giorni scorsi, il fronte franoso che già interessava da tempo la strada comunale che collegava la località Mai con Ceppaloni capoluogo, si è esteso determinando la chiusura totale dell’arteria viaria al traffico veicolare. Mentre le strade, gli antichi muri e purtroppo anche qualche insediamento del nostro comune continua a franare, nulla sta veramente cambiando nelle politiche di salvaguardia e di manutenzione del territorio.
Le cause? I pochi finanziamenti che si riescono ad intercettare sono quasi sempre utilizzati per tamponare i danni; nessuna programmazione di lungo periodo viene pratica, l'unica in grado di assicurare un'efficace opera di prevenzione. Gira attorno a questi due ostacoli, apparentemente insuperabili, l'incapacità di far fronte all'emergenza frane. L'entità del dissesto e le recenti alluvioni che hanno colpito il Comune di Ceppaloni e l’intero territorio regionale rilanciano l'urgenza di un piano operativo di riassetto idrogeologico con cui affermare una cultura del suolo e del suo utilizzo, dando priorità alla sicurezza e mettendo fine agli usi speculativi e abusivi. Ma, ancora una volta, la politica si scopre impotente. Distratta dalla gestione dell'ordinario e poco propensa a dedicarsi alle programmazioni di lungo periodo.