Richiesto il confronto tra i soci del Patto

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comune ceppaloniDoveva essere l’occasione per fare chiarezza sul destino del Patto Territoriale, ma alla fine nel’intenso dibattito consiliare, ieri, l’unica proposta concreta formulata e stata quella di riunire a confronto i soci per valutare le intenzioni delle parti interessate e le decisioni da assumere. A richiedere la convocazione del civico consesso era stato il gruppo di opposizione consiliare dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio d'amministrazione Giacomo Fantasia che aveva annunciato la decisione del cda di procedere allo messa in liquidazione ed allo scioglimento della società anche attraverso il Tribunale a causa dell’impossibilità di riunire l’assemblea dei soci.

 

 

A ripercorre tutta la storia dell’organismo nato nel 2002 e che coinvolgeva i comuni di Ceppaloni, Arpaise, San Leucio del Sannio, Pannarano, Roccabascerana ed Altavilla Irpina è stato il primo cittadino. "II Patto territoriale -afferma Cataudo- si trova in uno stato di inattività a causa del mancato interesse dei soci. La Provincia dopo aver assunto l’impegno a fornire una nuova iniezione economica a distanza di poco tempo ha deliberate l’uscita dal Patto, la Camera di Commercio invece dopo aver proposto in assemblea di creare una dirigenza di supporto al Cda per rilanciare lo sviluppo e stata latitante in tutte le assemblee successive. II Comune di Ceppaloni si è sempre interessato al Patto territoriale ma ci siamo scontrati sempre contro il disinteresse degli altri enti coinvolti, il difficile momento congiunturale con la crisi economica ha poi determinato le difficoltà per molte aziende coinvolte". Decisamente opposta l’opinione espressa dal capogruppo di opposizione Nino Rossi che insiste
sull’opportunità di rivedere l’organismo. "Se lo statuto fosse stato modificato - dichiara Rossi- non si sarebbe giunti a questo punto, il Patto va rivisto nell'ottica dello sviluppo e de!!a gestione dei servizi consorziati sul territorio". Diversi gli interrogativi posti poi da Elio Fiorillo: “In questi cinque anni -sostiene il consigliere di minoranza- nonostante i richiami anche del revisore non avete mai portato in Consiglio il bilancio della società. Questa e una società con costi di gestione e che non può svolgere alcuna attività. E' necessario cambiare l’oggetto sociale è dare un preciso indirizzo politico rispetto alle esigenze generatesi". Ancora un nodo va sciolto tuttavia per il Patto territoriale, quello del finanziamento di 6 milioni di euro non ancora erogati dal Ministero e attesi da anni dalla società. "Tutti i fondi-spiega Cataudo- potranno essere utilizzati per investimenti infrastrutturali sul territorio". Ma la minoranza incalza: "Non si può continuare a tenere accesa la speranza solo in attesa dei fondi, bisogna modificare lo statuto". "L'amministrazione e d'accordo con la modifica statutaria- replica il Sindaco- ma tale atto prevede coinvolti. Maggioranza ed opposizione comunque non riescono a giungere ad un punto di incontro e il dibattito si sposta sulle   responsabilità nella gestione della società nel corso degli anni da parte delle diverse amministrazioni. La discussione si chiude comunque con la proposta  lanciata da Nino Rossi ed accolta dall’assessore delegato al ramo Geppino Russo di riunire tutti i soci per valutare le decisioni da assumere in questa fase delicata.

Fonte: Il Sannio Quotidiano 

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