Project financing L’opposizione chiede la rettifica del progetto

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tre castelliPIl gruppo di opposizione 'Unità democratica' ha presentato un’istanza all'amministrazione in cui si chiede, alla luce di quanto emerse nel consiglio comunale dello scorso gennaio, delle rettifiche relative al 'project financing'. Come si ricorderà, nella seduta dello scorso 9 gennaio, erano state sollevate delle incongruenze sia sul piano finanziario che burocratico. I costi approvati dalla Giunta il 22 maggio del 2012, erano inferiori rispetto a quelli dichiarati negli atti finali del progetto.

 

 

Il sindaco aveva spiegato che la somma dichiarata inizialmente comprendeva solo i costi dei lavori e non gli altri oneri di natura finanziaria, come i costi di gestione. Ragion per cui i 400 mila euro aggiunti in seguito erano comprensivi di spese non contemplate in fase di approvazione del progetto. Ma già allora l'opposizione aveva sollevato dei dubbi sulle ragioni che giustificavano l'aumento dei costi. In virtù di quanto emerse in quel consiglio, dunque, l'opposizione invia questa istanza e invita innanzitutto «il sindaco e gli assessori a correggere il manifesto, correggendo il dato economico che deve essere abbassato del 22 per cento. Il costo complessivo dei lavori - sostengono gli esponenti della minoranza consiliare - deve essere pari a quello dichiarato nella delibera di Giunta del 22 maggio 2012». Altro nodo da sciogliere riguarda la polizza fideiussoria. Si era stabilito che ad ogni acquirente, al momento della sottoscrizione del contratto, sarebbe stata rilasciata una polizza fideiussoria. Secondo il gruppo di 'Unità democratica', «il consorzio garantisce solo il 30 per cento dell'importo dell'opera», quindi si chiede «l'estensione della tutela all'importo complessivo». Ultima questione riguarda la validità dei contratti. L'opposizione chiede che «vengano riformulati e regolarizzati secondo i termini legali».

Fonte: Ottopagine

pu�Q c �׊�;degli atti connessi. Ma in questo caso la decisione viene definita di competenza del Tar Lazio, essendo «l’impugnativa in esame estesa al decreto ministeriale », quindi considerato che «in base all’articolo 13, comma 4 bis del cpa, la competenza territoriale relativa al provvedimento da cui deriva l’interesse a ricorre attrae quella relativa agli atti presupposti dalla stesso provvedimento, tranne che si tratti di atti normativi o generali, per la cui impugnazione restano fermi gli ordinari criteri di attribuzione della competenza».

Fonte: Ottopagine

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