Sinora è stato un dibattito a due, che dalla disputa sulla sede della dirigenza scolastica si è allargato ad altri temi. Ma lo scontro CataudoIannace, almeno sulla scuola, non può fare a meno di una terza voce, perché l’Istituto comprensivo ‘Settembrini’, oltre ai plessi di Ceppaloni e San Leucio del Sannio, contempla anche le classi di Apollosa. Un fattore evidenziato dal sindaco Marino Corda che, consultato sulla questione dirigenza, ha anticipato la richiesta di convocazione di un incontro a tre: “Invieremo ai sindaci Cataudo e Iannace l’invito a sederci allo stesso tavolo per discutere la questione, e inoltre chiederemo al provveditore Angelo Francesco Marcucci di tenere in sospeso la situazione”.
Il duello, per chi non ha seguito gli ultimi sviluppi, nasce dalla decisione dell’Ufficio scolastico provinciale di spostare a Ceppaloni la dirigenza del ‘Settembrini’. Iannace ha reagito immediatamente attaccando Ceppaloni per poi promuovere con la sua Giunta ricorso al Tar. Cataudo, oltre a sottolineare che la decisione arriva dall’Usp e non dal Comune, ha ricordato i vecchi patti sulla turnazione della sede scolastica. Ma come anticipato il faccia a faccia ha preso a coinvolgere altri argomenti e non accenna a scemare (vedi articolo al lato). Corda non avrà vita facile a spingere i due a più miti consigli, ma intanto fa valere la posizione di Apollosa, totalmente ignorata, non solo dai due colleghi: “Sarebbe interessante capire, dal momento che il nostro Comune è parte integrante dell’Istituto, perché non siamo stati minimamente coinvolti. Né da San Leucio né da Ceppaloni, e tantomeno sono arrivate comunicazioni ufficiali dall’Ufficio scolastico provinciale. Abbiamo appreso tutto dalla stampa. Non possiamo accettare che i due Comuni dibattano senza tenere in contro il nostro Comune, anche perché quando è avvenuta la fusione abbiamo fatto una scelta precisa: Apollosa si univa al ‘Settembrini’ con sede a San Leucio del Sannio”. Il caso dirigenza scolastica potrebbe incrinare il percorso di Unione dei Comuni? “Unione? Non c’è nulla che vada oltre la gestione associata”, è l’emblematica risposta di Marino Corda, a testimonianza di un iter unitario che poggia unicamente sugli obblighi normativi che impongono ai piccoli centri di legare le funzioni fondamentali. Il matrimonio tra Enti, nella valle del Sabato, è un miraggio.
Fonte: Il Sannio Quotidiano