Anche noi siamo mamma Margherita

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solidarietQualche settima fa, a seguito delle note e tristi vicende riorganizzative della scuola primaria e secondaria di Ceppaloni, molte mamme e molti papà hanno esternato il loro pensiero e le loro preoccupazione attraverso la pubblicazione di commenti alle scelte operate dalla Amministrazione Comunale e dal sindaco Cataudo, pubblicati sui social media.

Uno (o alcuni di questi) sono stati scritti da una mamma, una come le tante del nostro paese. Anzi no, in questo caso si trattava di una mamma un pochino più incazzata delle altre, per via delle conseguenze che questa riorganizzzazione avrebbe avuto per i suoi figli.  Incazzata si, ma pur sempre una mamma educata e corretta! Infatti i suoi commenti, (tra l'altro condivisi da molte persone, che pure hanno espresso le loro idee al riguardo), pubblicati su facebook a corredo  delle notizie che sulla vicenda della scuola si sono disordinatamente susseguite, sono sempre stati privi, a nostro parere, di qualsivoglia ingiuria, calunnia e offesa.

 

 

Sono stati commenti che hanno però avuto la forza della verità, perché nascevano da una amarezza e da una angoscia che solo un genitore può capire. Sono stati commenti trascinanti e coinvolgenti perché reali e coraggiosi. Sono stati commenti non avversi a prescindere, ma orientati a capire, a riflettere e porre domande.  Sono stati nel contempo commenti preoccupanti, perché hanno raccontato la problematicità del rapporto del cittadino normale con il “potere pubblico”. Sono commenti che, nella loro schiettezza e drammaticità, sono risultati fastidiosi ed ingiuriosi per qualcuno. Qualcuno che, probabilmente, pensa che il proprio operato sia indiscutibile ed insindacabile e che le sue scelte, anche quelle che creano ferite profonde nella vita delle famiglie di una piccola comunità, debbano essere estranee da critiche o considerazioni. E proprio questo qualcuno ha sporto denuncia nei confronti di questa mamma, ritenendosi diffamato ed offeso.

La libertà di parola è un diritto che implica dei doveri, lo sappiamo bene! Allo stesso tempo sappiamo che amministrare una comunità è un diritto che implica il rispetto di tanti altri doveri. Il primo di questi dovrebbe essere però quello di capire le difficoltà e le angosce che molto spesso i cittadini vivono per via delle scelte prese, e non arroccarsi nel palazzo dando addosso a chi quelle decisioni ha avuto il coraggio di criticarle e discuterle.

Non è nostro intento sostituirci ai giudici né tantomeno agli organi inquirenti, ma è nostro dovere raccontare quanto è successo, perché vicino a quella mamma e alle sue parole, forti ma non offensive, ci siamo tutti noi e,siamo sicuri, c’è un’intera comunità!

Cittadinanza Attiva Ceppaloni

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