Magistrati in cerca di promozioni. Appalti per l'ambiente. Più di 100 episodi da contestare. Ecco cosa c'è negli altri atti dell'inchiesta capuana sull'ex ministro
L’inchiesta spaventa quei pubblici ministeri che la ritengono una esagerazione, quasi una provocazione che fa il gioco della politica: una mossa azzardata e inopportuna. Ma spaventa ancora di più uno squadrone di giudici sorpresi mentre bussavano alle porte del Palazzo in cerca di una raccomandazione.
A leggere gli atti, venivano indicate due strade: quella maestra passava per il Csm, l’organo di autogoverno della magistratura. E quella secondaria usava il bypass dei ricorsi amministrativi: Tar prima e Consiglio di Stato poi. Dove Lucariello vantava e dimostrava di avere agganci potenti. Non è un caso che, secondo le indagini dei pm capuani, dopo l’invio dei primi provvedimenti il neopresidente del Consiglio di Stato organizza un incontro con Lucariello in un’area di servizio sull’autostrada Roma-Napoli, ignorando di essere pedinato dai carabinieri.
Il gip intercettato
A settembre in una delle telefonate il presidente dei gip napoletani, Renato Vuosi, altro peso massimo nella geografia giudiziaria, descrive un incontro con l’allora ministro. Si discute della situazione di Salerno, ossia la nomina del nuovo procuratore capo. “Io gli ho detto... praticamente devi vedere come mi devi sistemare. Lui (Mastella, ndr) ha detto: ‘Non ti preoccupare’”. Lucariello: “Gli hai spiegato che ci sta giurisprudenza consolidata?”. “Gliel’ho detto. Infatti ha detto: ‘Mandami’. Loro lunedì prossimo devono incontrarsi con Mancino. Che lui l’ha chiamato: ‘Mancino qua dobbiamo vedere cosa fare con tutti questi trasferimenti’. Allora lui mi ha detto: ‘Tu manda, me li porti, tieni il contatto con Frunzio (vice capo di gabinetto del Guardasigilli, ndr)... Vediamo un poco in che modo che caso mai io lunedì io ne parlo pure a Mancino’”.Nicola Mancino è il vicepresidente del Csm, l’organo di autogoverno dei magistrati che decide le nomine. Ma nella registrazione è anche indicata la strada alternativa: “Lui (Mastella, ndr) mi ha detto: ‘Ieri abbiamo nominato Salvatore quindi con il Consiglio di Stato se vi serve qualcosa’... Ho detto sì ma se andiamo al Consiglio di Stato, saluti e arrivederci. Hai capito?”. Lucariello replica ridendo: “Paolo Salvatore è amico mio, lui l’ha conosciuto tramite me... Ah, sotto questo aspetto... Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria”. E mette in campo tutta la sacra famiglia. Non sarebbe l’unico dossier di questo tenore. Molte dellespintarelle, chieste esplicitamente o solo vagheggiate, potrebbero avere un profilo disciplinare. Ma ci sono anche vicende che richiamano la corruzione. Come le trattative tra un imprenditore campano, che guida un gruppo di rilevanza nazionale e ha rapporti intensi con la pubblica amministrazione, e un alto magistrato. O le richieste di informazioni sullo stato di avanzamento di cause penali e ricorsi sugli appalti. Decine di episodi che i pm di Napoli hanno ereditato da Maurizio Giordano e Alessandro Cimmino.
Fonte: L’Espresso