Ceppaloni news:
Un esposto inviato alla Procura della Repubblica di Benevento, alla sezione regionale della Corte dei Conti e alla Prefettura per contestare la costituzione dell’Ufficio legale al Comune di Ceppaloni. Non sono trascorse nemmeno due settimane dal voto ed i consiglieri di Unità Democratica per il Comune - Nino Rossi, Stefania Pepicelli, Marinella De Blasio, Giuseppe Mazzeo ed Elio Fiorillo - partono subito all’attacco.
Nel mirino la delibera 66 del 17.03.2008, con la quale la giunta comunale di Ceppaloni, presenti Giuseppe Russo (vicesindaco), Ottavio Mazzone, Rinaldo Cavaiuolo, Domenico Parente, Giuseppe Fantasia, assenti Mario Clemente Mastella (sindaco) e Calabrese Giustino, costituiva, con voto unanime favorevole, l’Ufficio legale comunale ‘che rappresenta un’area organizzativa nuova ed autonoma’, nominando responsabile dello stesso l’avvocato Maria Antonietta Iacobellis, segretario del Comune di Ceppaloni, corrispondendo per tale nuovo incarico una maggiorazione dell’indennità di posizione pari al 50%, e la successiva delibera della giunta comunale 67 del 26.03.2008, approvata con voti unanimi e favorevoli dei presenti Giuseppe Russo (vicesindaco), Giustino Calabrese, Rinaldo Cavaiuolo e Giuseppe Fantasia, (assenti Mario Clemente Mastella, sindaco, Domenico Parente e Ottavio Mazzone), con l’assistenza del segretario comunale, Maria Antonietta Iacobellis, con la quale veniva affidata l’attività di supporto dell’Ufficio legale alla dottoressa MariaGrazia Barone, figlia del ragioniere capo del Comune di Ceppaloni, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, della durata di tre anni, per tre giorni alla settimana, con un compenso di €. 600,00 mensili al netto delle ritenute di legge e contributi come per legge.
“La questione occupazionale” - dichiarano i consiglieri – “è un problema serio che tocca tantissimi giovani ceppalonesi, con momenti di assoluta drammaticità in alcuni casi. Come tale va affrontato con responsabilità e coscienza e non certo con metodi di dubbia legittimità e, soprattutto all’interno di una contesa elettorale forte e dai toni molto accesi.”
Diverse le contestazioni, ad iniziare dalla mancanza di copertura finanziaria. “Nella delibera si dava atto che la spesa sarebbe stata imputata ‘sull’intervento 1010203 del redigendo bilancio di previsione 2008’”.
Poi, la questione riguardante la campagna elettorale e la pubblicazione delle delibere stesse: “Va precisato che tali delibere venivano assunte in pieno periodo elettorale per il rinnovo tra l’altro del consiglio comunale di Ceppaloni, tra i cui candidati figuravano anche tutti gli assessori che avevano preso parte alle giunte di cui innanzi, e che poi sono risultati eletti; le delibere in oggetto venivano pubblicate all’Albo Pretorio del Comune di Ceppaloni solo il successivo 14 aprile, giorno delle elezioni”.
A seguire, nell’esposto vengono citate numerose normative in materia di assunzioni o collaborazioni nel pubblico impiego laddove è esplicitato che per assunzioni, collaborazioni e consulenze è necessario, tra le alter cose, un bando pubblico e l’obbligo di pubblicità”.
Per Rossi e gli altri consiglieri, “innanzitutto appare quanto meno poco opportuna la scelta del periodo nel quale sono state approvate tali delibere, a circa quindici giorni dalle elezioni comunali e ancor meno chiara appare la scelta di pubblicare all’Albo Pretorio le delibere addirittura il giorno delle elezioni. Ma al di là di questi dati, che di certo non appaiono ai sottoscritti poco rilevanti e che anzi pare possano concretarsi in ben precisi reati, vi è stata una palese violazione di tutte le normative innanzi richiamate, a cominciare dalla mancanza di una selezione, dalla inesistenza di ogni forma di pubblicità pure imposta dalla legge, oltre che dalla violazione di tutta la normativa in tema di spesa pubblica”.
Per cui, infine, Rossi, Pepicelli, De Blasio, Mazzeo e Fiorillo chiedono alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e alla Prefettura “ognuna secondo le proprie competenze, di accertare la eventuale sussistenza di reati, quale omissione di atti di ufficio, abuso di ufficio, reati elettorali e qualunque altro perpetrato da chicchessia, di un illecito disciplinare, della sussistenza di una responsabilità amministrativa e per danno erariale, a carico dei soggetti che verranno individuati, adottando tutte le azioni ed i provvedimenti conseguenti”.