
La fine della seconda guerra mondiale comportò, anche per Ceppaloni, l’inizio di una emigrazione che incise in maniera fortemente negativa nel tessuto sociale del paese che, appena toccato dalla ondata migratoria del primo Novecento, pagherà, questa volta, un enorme contributo che porterà via le forze giovani e produttive della comunità. I giovani espatriarono perchè consapevoli che, per loro, il futuro aveva i colori di bandiere diverse da quella nazionale, erano consapevoli che soltanto oltre la siepe potevano aprirsi orizzonti diversi e i loro sogni diventare realtà. Mi diceva un emigrante, partito per il Venezuela nel 1957, che, non vi erano,nel nostro paese, le condizioni necessarie per cambiare la propria (mala)sorte.
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La PFM è certamente uno dei complessi musicali rock che ancora oggi calca la scena musicali con grande successo. Dall’incontro di questo gruppo musicale con Fabrizio De Andrè, negli anni settanta, nacquero due album di canzoni che diventarono subito mitici. Alcuni anni fa, riproposero quelle canzoni( Amico Fragile, Via del Campo, Il Pescatore, Volta la Carta, Il Testamento di Tito e tante altre) in un omaggio a Faber che ottenne un grande successo. Quest’anno, hanno pensato di ripetere l’esperimento avvicinandosi ad un classico della produzione Deandreiana,”La Buona Novella”. L’album originale durava circa 30 minuti, mentre il lavoro della PFM dura circa un’ora in quanto, senza toccare i testi o aggiungerne altri, ha ampliato i tempi con un fraseggio compositivo di oltre mezz’ora. Il lavoro contiene, metterò tra parentesi le parti musicali aggiunte dalla PFM, ( Universo e terra) – L’infanzia di Maria (La tentazione).
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Proponiamo ai nostri lettori la relazione del Prof. Beniamino Iasiello presentata alla tavola rotonda: "Il contributo del Sannio all’emigrazione italiana", organizzata dall’ASMEF e dall’associazione Ecoitaliani a Ceppaloni il 24 Luglio.
Prima del 1860, i dati relativi ai movimenti migratori degli italiani all’Estero sono del tutto sconosciuti, relativamente al Sannio sono del tutto inesistenti perchè ancora non esisteva la Provincia del Sannio che fu costituita nel 1860.
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Il nove Luglio è iniziato il tour canoro di Ligabue che porta in giro per l’Italia, con i vecchi successi, la sua ultima fatica canora intitolata “ Ciao mostro”. L’album contiene undici canzoni: Quando canterai la tua canzone- La linea sottile- Nel tempo- ci sei sempre stata- la verità è una scelta- Caro il mio Francesco- atto di fede- Un colpo all’anima- Il peso della valigia- Tacabanda- Quando mi vieni a prendere( Dendermonde23/01/ 2009). Un successo annunciato: già oltre 120.000 copie vendute e più di 450.000 biglietti venduti in prevendita per il tour che finirà il 17 Settembre al Pala Olimpico di Torino,mentre il 30 Luglio sarà allo Stadio “Arechi” di Salerno.
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La difficoltà maggiore, in questa storia di separazioni, riguardava sempre la delimitazione dei confini tra Ceppaloni e Beltiglio. Problema arduo che nemmeno l’ufficio del Corpo Reale del Genio Civile( così come riportato nel libro di Carmine Porcaro), riuscì a risolvere in maniera chiara. Infatti, nella relazione del 1897, l’ufficio tracciò una linea intermedia per cui le borgate Manni, Mazzei, Penni, Porcari restavano a Ceppaloni, mentre le borgate Martini, Iantuschi e S. Angiolillo rimanevano a Beltiglio. Soluzione che non soddisfaceva né Ceppaloni né Chianche perchè il capoluogo riteneva che la strada Giardelli fosse l’unico confine possibile ,mentre la frazione era certa che il confine andava identificato col torrente Rotola. In effetti l’unica vera possibilità che Chianche ebbe di potersi separare risale al 1921(visto che era rientrata nel Comune la frazione di S. Giovanni) quando S. Leucio aveva espresso parere favorevole, ma la contropartita doveva essere quella di riconoscere nella strada Giardelli il confine tra il capoluogo e Chianche, anche se questa strada ,costruita nella seconda metà dell’Ottocento, forse, non poteva essere ritenuta il confine naturale, come insistevano i consiglieri comunali di Ceppaloni.
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Dal 1921, anno dell’ultima istanza di distacco da parte di Beltiglio, molti avvenimenti si sono verificati in Italia:la marcia su Roma delle camicie nere di Benito Mussolini, il delitto Matteotti e l’inizio del regime fascista, la creazione dell’impero,i venti di guerra che da lì a poco avrebbero attraversato l’intera Europa erano quasi alle porte e ancora Ceppaloni continuava ad essere percorsa dai fantasmi e dall’ossessione di una frazione che non aveva per niente rinunciato a diventare frazione di un altro comune. Però, per sedici anni, le tensioni frazioniste sembravano essere state superate, anche per una politica accorta ed intelligente operata dagli amministratori. Ma “l’ansia di “libertà” era troppo forte, per cui, Aquilia, diventata Beltiglio nel 1926, ripresenta la domanda di distacco da Ceppaloni e, il 23 Dicembre del 1937 , il Commissario Prefettizio di Ceppaloni , dott. Emilio Francione, esaminò la domanda che, a suo avviso, non risultava essere conforme alle disposizioni della legge comunale e provinciale.
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Qualcuno dice che l’età della pensione è il tempo della fine dell’entusiasmo, delle passioni, della fantasia, dei sogni, delle aspirazioni della voglia di fare,in una parola: è la fine! Eppure, ritengo che questo periodo possa essere il più bello dell’intero arco della vita. Chi ha vissuto la propria vita in modo degno, non credo abbia motivi di dolersi per una vecchiaia che conduce anno dopo anno,giorno dopo giorno alla fine della vita. Ogni cosa se ne va- quando finisce il ciclo dell’età, cantava Franco Califano e il sonno eterno fa parte del ciclo della vita che spalanca la porta dell’eternità o del nulla. D’altra parte ogni età ha i suoi aspetti positivi e negativi e se è vero che il procedere della vecchiaia ti avvicina al Grande Giorno, è pur vero che essa ti apre un mondo nuovo che nemmeno pensavi potesse esistere: riappropriazione e organizzazione del proprio tempo, assaporare nuovamente che cosa sia la “lentezza” rispetto ai ritmi caotici e assurdi di una società che freneticamente corre perchè ha smarrito la direzione.
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Dopo la separazione di S. Giovanni, Chianche, per un pò di tempo, rimase tranquilla, ma pensando alla mossa giusta da giocare per potersi smarcare da Ceppaloni. Ci furono ancora problemi (28 Giugno 1911) di delimitazione territoriale perchè su reclamo di un cittadino, di cui non è riportata l’identità, l’Ufficio Provinciale di Statistica modificò i confini , per cui fu necessario ricorrere alle due sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato, perchè la ripartizione adottata danneggiava gli interessi dell’intero Comune non solo attualmente, ma anche in previsione di una possibile separazione della frazione Chianche dal capoluogo. Come si vede, la segreta speranza di potersi separare da Ceppaloni non scompare mai, pur sapendo i consiglieri che si era ridotta ad una tremula fiammella sul punto di spegnersi o già spenta.
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Il distacco di S. Giovanni da Ceppaloni comportò un nuovo assetto territoriale, politico ed economico. Fu una vera rivoluzione dove Chianche, soprattutto, accusò una serie di forti contraccolpi per alcune decisioni, un po’superficiali( o volute?), secondo me,che il commissario Reale prese rispetto alla nuova realtà del Comune. Infatti, Chianche si rese conto che il nuovo contesto avrebbe comportato un ruolo primario del capoluogo nel determinare la vita politica ed economica del nuovo Comune, per cui il consigliere Angelo Catalano, , propose al consiglio di produrre ricorso alla 4^ sezione del Consiglio di Stato per ripristinare la territorialità del vecchio Comune. Ricorso che puntualmente fu prodotto, ma che il Commissario annullò.
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La Chiesa a Ceppaloni ha svolto sempre una grande funzione sociale. Soprattutto negli anni postbellici, quando il paese era tagliato fuori da qualsiasi via di collegamento e l’unico mezzo per spostarsi erano le proprie gambe. Il treno alla stazione di Chianche-Ceppaloni o il pullman della “Ditta Rossi” funzionavano, ma erano i soldi che mancavano per il biglietto e poi per andare dove e a fare che cosa? Però, i giovani degli anni cinquanta e sessanta ebbero la grande fortuna di avere come sacerdote Don Laureato Maio (don Lauro) giovane prete che veniva da Altavilla Irpina, pieno di entusiasmo e di voglia di fare che riuscì a coinvolgere non soltanto i giovani del paese, ma l’intera comunità con una presenza costante e con l’entusiasmo e l’amore che gli derivavano dall’essere giovane e dalla lezione evangelica.
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