Le elezioni politiche del 4 Marzo hanno rappresentato un momento di svolta per l’Italia e, si parva magnis, anche per il nostro Comune. Solo qualche riflessione sul voto nazionale: Il P. D. , erede di una grande tradizione e di due storici partiti, ha subito una cocente sconfitta dovuta anche (o soprattutto?) alla protervia e all’arroganza di un segretario che riteneva di dettare le regole del gioco nel partito e al di fuori del partito; che ha fatto il bello e il cattivo tempo anche quando la situazione interna ed europea imponeva dialogo e riflessione. Ha imposto un sistema elettorale (l’Europa avrebbe dovuto invidiarcelo, diceva!) a colpi di fiducia alla Camera e al Senato, che, come sapeva, non avrebbe permesso la formazione di nessuna maggioranza parlamentare.
Dimentico della lezione che i cittadini gli avevano impartito il 4 Dicembre, è andato a sbattere, ancora una volta, contro un muro di gomma che, in un attimo, ha scaraventato lo “statista” di Rignano sull’Arno in una palude le cui sabbie mobili,forse, lo trascineranno sempre più giù.
Non sono stato contro Renzi e la rottamazione, anzi l’ho sostenuto, col mio voto, per ben due volte nelle primarie, per poi pentirmene perché si è rivelato, politicamente, della peggiore specie: ricerca e conservazione del potere per il potere anche a costo di rottamare il partito. Ma, alla fine, pare, il buon senso ha prevalso con l’invio delle dimissioni formali dalla carica di segretario del partito che saranno ufficializzate il 12 marzo alla Direzione del P.D.
Nel nostro Comune, diversamente dal risultato politico nazionale, ampiamente annunciato, anche se non in maniera così vistosa, si è concretizzata una rivoluzione … silente. Infatti, senza che nessuno abbia fatto una campagna pro – grillini, senza alcun referente ufficiale, il Movimento 5 Stelle è diventato il primo partito, doppiando addirittura alla Camera F. I.
Allora come si sono materializzati i 906 voti a alla Camera e i 790 al Senato? Certamente voti in libera uscita; i collettori locali di voti non sono riusciti a contenere la forza straripante di chi, forse, non ha voluto più obbedire a logiche spartitorie di potere i cui commensali sono sempre gli stessi da oltre un trentennio.
Senza dimenticare i circa 100 voti ottenuti dalla “Lega” che sono da annoverare, certamente, come espressione di una volontà antisistema.
Il voto espresso certamente assume una valenza anche locale (la candidata al Senato Alessandrina Lonardo in Mastella ha preso meno voti della candidata del Movimento 5 Stelle) in quanto espressione di un disagio dei cittadini nei confronti di una politica che ha anteposto il particolare al generale, che li ha tenuti sempre più ai margini, sino ad escluderli, dei processi vitali per lo sviluppo del paese; per cui la comunità è stata considerata sempre come un mezzo di cui servirsi, mai il fine a cui tendere.
Il voto del 4 Marzo sembra avere azzerato d’un colpo il passato, dando la possibilità di un nuovo percorso che possa mettere fuori gioco il “Notabilato” locale. Già sento qualcuno che, sorridendo, dirà che ciò non è possibile perché una cosa è il voto politico ed altro quello amministrativo dove sono diversi i fattori che determinano la vittoria o la sconfitta. E’ vero; ma se questo voto politico ha un senso, se questa rivoluzione silenziosa ha evidenziato che i rapporti di forza, da sempre consolidati, possono cambiare, perché non pensare che i cittadini siano pronti per un rinnovamento profondo in quanto stanchi di un sistema chiuso rivolto al passato che, come dice Nietczshe … mummifica la vita non più ravvivata dalla freschezza del presente .. che è la linfa per sentirsi vivi.
Al bisogno di cambiamento espresso bisogna rispondere con urgenza, non affidando la risposta al vento (Blowin in the Wind, cantava Bob Dylan) che, per quanto soffi forte, non sarà in grado di farsi ascoltare, ma scendendo nelle piazze per confrontarsi con la gente sulle cose da fare, per presentare un programma serio e responsabile che indichi le strategie vincenti per realizzarle. Si avverte un bisogno di partecipazione che è sacrosanto; d’altra parte “la cosa pubblica” appartiene a tutti e non solo a quei pochi che l’amministrano, in nome e per conto dei cittadini a cui devono sempre dar conto.
Mi chiedo : è possibile non far disperdere questo piccolo tesoretto di voti? C’è la voglia di accettare la sfida lanciata dalla società civile del Comune di Ceppaloni?
Stando alle dichiarazioni di qualche attivista, la gran messe di voti ricevuti dalle 5 Stelle sarà destinato a diventare “preda” di altri schieramenti presenti alle elezioni comunali perché il Movimento 5 Stelle non presenterà alcuna lista.
Perché? E se non ora , quando! In verità, non capisco. Ma tanto è!
Beniamino Iasiello
P. S.
Sarebbe interessante se giovani, meno giovani, donne facessero sentire la loro presenza. Perché una battaglia per una rinascita politica, sociale e morale ha bisogno della voce di tutti quelli che non hanno ancora perso la speranza di poter costruire … Il mondo che vorrei … per il quale … è necessario avere mille mani e mille braccia … altrimenti … che senso ha ascoltare e non cambiare.