Triste e amaro epilogo per la comunità ceppalonese

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benjaminSul trasferimento della farmacia da Ceppaloni a Beltiglio, credo che ci sia ben poco da aggiungere. L’amico Carmine Tranfa, col suo articolo di qualche giorno fa, ha illustrato in maniera esauriente ed esaustiva tutti i passaggi attraverso i quali la Regione Campania ha emesso un decreto così lineare nell’impostazione iniziale quanto incomprensibile nelle sue risultanze finali. Ma tanto è! Come cittadini di Ceppaloni, l’anno scorso ci siamo opposti, con una pubblica petizione, alla richiesta di un trasferimento di cui non se ne capiva la “ratio” profonda e, che, in ogni caso, non andava concesso; infatti, il Consiglio Comunale, in maniera netta, rigettò l’ipotesi di un trasferimento della farmacia. Passa circa un anno e, all’improvviso, il paese viene “scippato” di un pezzo importante della sua storia: la farmacia di Ceppaloni era già operante all’interno del Regno delle due Sicilie[1], anche se la prima testimonianza diretta risale a circa 140 anni fa! Comunque, chissà che il ricorso del “Comitato Cittadino” avverso al decreto emesso dalla Regione, insieme con quello preannunciato e già deliberato dalla Giunta Comunale, possa sortire l’effetto che i residenti di Ceppaloni si augurano: il ritorno della farmacia a Ceppaloni.

 

Riporto la delibera di Giunta comunale di cui dicevo sopra:

L’anno 1883, il giorno 20 giugno nella casa comunale di Ceppaloni, Sindaco Giovanni Sellitti, assiste il segretario, sono presenti gli assessori Lizza e Caruso. Il Presidente espone che per la malattia della povera Giuditta … si ordinarono le medicine gratuite dal farmacista Francione che secondo le ricette è di lire 7.75, propone prelevarle dal fondo proprio del bilancio titolo 4°art.52. La Giunta approva.

Diceva il grande campione di ciclismo Gino Bartali: l’è tutto sbagliato … l’è tutto da rifare perché, davvero …

è una storia sconclusionata

è una storia sbagliata[2].

Triste e amaro epilogo, per adesso, di una storia, forse, ancora da scrivere completamente.                                                                                                    

Beniamino Iasiello



[1] Che la farmacia, o meglio per dire, la figura dello “Speziale” fosse presente in quel periodo, è possibile dedurlo, indirettamente, da alcune delibere del 1854 del Decurionato (così era denominato il Consiglio Comunale), quando il paese fu colpito da una nuova epidemia di colera.

[2] Fabrizio De André: Una storia Sbagliata.

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