Erano anni che non guardavo più le serate del Festival di S. Remo. Quest’anno, forse, per l’enorme battage pubblicitario, un po’ per la curiosità di ascoltare i giovani cantanti e capire cosa avrebbero proposto nei loro testi per un tempo triste e tristo come quello attuale, ho fatto la scelta di sintonizzarmi sul primo canale della TV con animo sereno e senza pregiudizi per i brani presentati dai giovani partecipanti. E, in verità, devo dire che è stato un festival che ha saputo contemperare il vecchio col nuovo creando un mix davvero godibile, al di là delle polemiche che non mancano mai e che rappresentano un po’ il sale per una kermesse di respiro nazionale. E non tanto per quelle relative alle canzoni o ai cantanti che sanno di dejà vu: Rosa Chemical, un sosia pallido di Renato Zero?… Fedez, Blanco che potevano evitarsi qualche forte intemperanza, per il resto … nihil novi sub sole.
Non così si può dire, invece, in relazione alla vicenda Zelenskj che ha assunto i toni dell’assurdo di vago sapore kafkiano in quanto si è scatenato un dibattito sull’opportunità o meno della presenza del Presidente dell’Ucraina in collegamento televisivo. Forse solo in Italia poteva capitare una cosa del genere: il presidente ucraino ha potuto parlare, in video conferenza, in tutte le manifestazioni europee e non, tranne in Italia perché il festival della canzone italiana non può essere contaminato dal messaggio di chi da un anno sta combattendo per l’integrità del proprio territorio invaso dalla Russia con un atto unilaterale.
Eppure soltanto ieri Zelenskj, sempre in video conferenza, ha aperto, la Berlinale, il Festival internazionale del cinema di Berlino, dove ha affermato che … la cultura può parlare contro il male o fare silenzio: la Berlinale ha fatto la sua scelta … anche noi, ha scritto Aldo Grasso sul Corriere della Sera … abbiamo fatto la nostra scelta: al festival di Sanremo, Zelenskj lo abbiamo nascosto nel cuore della notte, quasi cancellato con un atto pusillanime e ambiguo, trasformandolo in un foglietto letto da Amadeus.
Ma torniamo al festival che, nel complesso, al di là di polemiche dei politici che non si rendono mai conto di quando non devono parlare o di quando il troppo storpia, è stato gradevole nella scelta delle co – conduttrici e splendida in quella di Gianni Morandi.
La prima serata, con la presenza del Presidente della Repubblica, a tratti sorridente e divertito per l’intervento di un mostro sacro quale Roberto Benigni, ha reso subito la prima serata interessantissima anche per l’argomento trattato: la Costituzione Italiana di cui quest’anno cade il 75° anniversario, e le parole chiare, semplici con cui ha posto l’accento su alcuni articoli della Costituzione che, nella sua prima parte continua ad essere splendida, mentre nella seconda molte cose andrebbero riviste.
Nessuno ha detto, (ma si può dire o è blasfemia?): e che c’entra Sanremo con la Costituzione, non sono altre le sedi dove ricordare la Carta fondante che orienta e guida da 75 anni la nostra Repubblica?
Comunque, credo, la seconda è stata la migliore delle cinque serate perché ascoltare il trio delle meraviglie composto da Albano Carrisi, Massimo Ranieri e Gianni Morandi è stato un magnifico regalo per i Baby Boomers. Categoria alla quale appartengo per nascita!
All’improvviso mi sono ritrovato tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento quando con programmi come Canzonissima, Un disco per l’estate, il Festival bar i cantanti ( i grandi mattatori erano Albano, Ranieri, Morandi, Claudio Villa e tanti altri)si scontravano a suon di canzoni bellissime per contendersi la vittoria finale.
Quello di Albano, Ranieri e Morandi è stato uno spettacolo nello spettacolo: belle canzoni, grandi voci e tanta nostalgia di un tempo che ha caratterizzato la nostra adolescenza, la nostra gioventù; peccato che Gianni Morandi non abbia cantato due delle canzoni a cui ero, allora, particolarmente, legato: Ho chiuso le finestre e Un Mondo d’Amore che cantavano … di amori appena nati, di amori già finiti con la gioia e col dolore della gente come me1 … forse è questo il motivo perché, nell’ascoltarle oggi, ti piglia una saudade senza fine.
E’ stato un bel Festival che ha portato sulla scena non … un’accozzaglia di sfessati , frantumati e sciamannati …come ha affermato il presidente della Regione Campana Vincenzo De Luca2 , ma semplicemente il mondo dello spettacolo e, perché no? della vita che hanno sempre in sé contraddizioni , limiti, trasgressioni, ma anche gioia di vivere, voglia di libertà e di giustizia sociale che restano il fondamento di una vita dignitosa per la stragrande maggioranza degli otto miliardi di persone che popolano la terra.
Niente di grandemente scandaloso a Sanremo!
Scandalosi sono quei bonus milionari con cui vanno via gli AD delle grandi multinazionali, scandalosi sono gli stipendi dei politici, scandalosa è la guerra e non solo quella che si sta combattendo in Ucraina, scandaloso è ciò che succede in Iran, in Afghanistan, nel Congo, in Libia, nell’Africa Sub Sahariana3, nel Mediterraneo. Scandalosa è l’enorme evasione fiscale che impoverisce sempre di più chi è già povero e “ ingrassa” sempre di più chi ha già … tanto, tanto, tanto tanto… come canta Madama.
Scandaloso è vedere l’umanità dolente turca e siriana dove circa 50.000 persone sono rimaste schiacciate dalle macerie dei palazzi che sono crollati per una scossa sismica di forte intensità e l’impossibilità di portare soccorsi immediati, soprattutto in Siria dove si combatte una guerra civile da oltre 11 anni che ha provocato circa 400.000 morti di cui oltre 30.000 bambini, 11 milioni di sfollati e in tutto il paese, il 60% della popolazione, 12,4 milioni di persone, è letteralmente alla fame.
Sanremo ritornerà, come ogni anno, col suo carico di canzoni, trasgressioni e polemiche, mentre milioni di persone non torneranno mai più perché stremate dalla fame, dalla sete, da violenze inaudite, dalle guerre che generano soprattutto … per la povera gente …, sia tra i vinti che tra i vincitori, morte, miseria e il crollo di ogni sogno, di qualsiasi speranza: l’ assenza del futuro.
Beniamino Iasiello
1 Il Mondo, una canzone di Jimmy Fontana del 1965. Fu un grandissimo successo.
2 Corre l’obbligo di ricordare che oltre al bacio e al twerk tra Fedez e Chemical, sul palco dell’Ariston hanno cantato anche giovani, seri e preparati come Will, Mr. Rain, Ultimo, Madama, Levante, Tananai, Lazza che hanno presentato dei brani interessanti con testi mai banali.
3 237 milioni di persone soffrono di denutrizione cronica, di cui circa 14 milioni sono bambini al di sotto dei 5 anni.