Nuovo rinvio per il processo Chernobyl, dove sono imputati 38 responsabili accusati di truffa e reati ambientali: per un difetto di notifica (a Giuseppe Adamo, risultato irreperibile), l'udienza in programma ieri presso la Prima Sezione Penale del Tribunale di Salerno è slittata al prossimo 12 giugno. Nel frattempo, oltre alle associazioni ambientaliste e al Codacons. si sono costituite parti civili sia la Regione Campania (chiede i danni per truffa) che il Ministero dell'Ambiente (per il disastro ambientale).
Sul banco degli accusati ci sono tecnici e imprenditori nel settore dello smaltimento rifiuti residenti in Campania, comune capoluogo, provincia di Salerno e in Puglia. A giudizio Gaetano Ferrentino di Roccapiemonte; Giulio Ruggiero di Angri; Felice Maria D'Alessio di Battipaglia; Domenico Ferrentino di Roccapiemonte; Michele Staiano di Pompei ma residente a Scafati; Carmine Calvanese di Salerno; Romualdo Guarracino di Albanella; Vito Carrano di Albanella; Rosario Pinto di Capaccio; Giovanni Pomposelli di Capaccio; Franco Lettieri di Buccino; Pellegrino Cerino di Battipaglia; Biagio Di Cruccio di Teggiano; Achille Petito di Lucerà (Foggia); Antonio Piserchia di Santomenna; Carmine D'Addona di Lucerà; Antonio Agizza di Napoli; Giovanni Brignola di Napoli; Ciro Sasso di Cercola; Giuseppe Adamo di Cardito (Napoli): Giacobbe Scotto di Carlo di Monte di Procida; Alfonso Santoro di Napoli; Giuliano Castiglia di Pozzuoli; Giustino Tranfa di Ceppaloni (Benevento); Amabile Pancione di Benevento; Gennaro Commodo di Napoli; Giuseppe Ucciero di Castel Volturno (Napoli); Mark )oseph Buongiovanni di Castel Volturno; Ferdinando Mattioli di Gricignano d'Aversa; Antonio Esposito di Quarto; Giovanni IMarandino di Capaccio ma nato a Polla; Francesco Dal Poggetto di Capua; Raffaele Pianese di Giugliano; Angelo Caravecchio di San Giorgio a Cremano; Vincenzo De Vizia di IMontefusco (Avellino); Pietro Vairo di Aiello del Sabato (Avellino) e Giuseppe Zarro di Sant'Angelo a Cupolo (Benevento). Il 39esimo imputato, di Teggiano, invece è deceduto. I reati contestati sarebbero stati commessi tra il gennaio del 2006 e il luglio del 2007 nei territori del salernitano, avellinese, beneventano e foggiano. Secondo quanto emerso dall'inchiesta, sarebbero oltre 980 mila le tonnellate di rifiuti tossici smaltiti da aziende private nei siti del Vallo di Diano, Cilento e al confine tra Avellino e Benevento; in provincia di Salerno sarebbero state sversate anche le sabbie provenienti dal depuratore di Napoli-Cuma, riscontrando anche l'abbandono di materiali di vecchi impianti di depurazione mai smaltiti. Per alcune vicende c'è la prescizione per altre (truffa e disastro ambientale) il procedimento va avanti. (ma. me.)
Fonte: Metropolis