Il voto del Consiglio comunale contro lo spostamento sembrava aver spedito in archivio la pratica e invece, in sordina, la farmacia del capoluogo è stata rapidamente svuotata per una imminente riapertura a Beltiglio. Il dibattito sul trasferimento del presidio di via Croce risale a marzo 2020: l'istanza parte dal titolare dell'esercizio che chiede alla Regione il nulla osta per spostarsi nella frazione, al 99 di via Roma. Da Napoli arriva una missiva al sindaco e all 'Asl di Benevento. Al primo cittadino in particolare si chiedono informazioni legate alle caratteristiche del locale che potrebbe ospitare la farmacia e alla dislocazione di altre rivendite presenti sul territorio. L'opposizione alza subito la voce e boccia l'ipotesi, del parere che privare il capoluogo di un riferimento così importante sarebbe deleterio soprattutto per la popolazione anziana, ma il dito è puntato anche verso la vicinanza di Beltiglio con San Leucio, dove c'è già un 'altra farmacia.
Nasce un Comitato, parte una raccolta firme contro la delocalizzazione e i l tema cosi approda in Consiglio: tre astenuti, tutti gli altri - compreso il vicesindaco Claudio Cataudo e l'assessore Mara Mazzone, residenti di Beltiglio - votano perché nulla cambi. La delibera prende la strada di Palazzo Santa Lucia e l'epilogo suona, come dicevamo, come un faldone che rientra nel cassetto.
E invece ieri chi si è recato in via Croce ha scoperto un locale già svuotato, mentre a Beltiglio è in corso l 'allestimento.
Ugo Trama, dirigente della Direzione generale per la Tutela della salute ed i l coordinamento del Sistema sanitario regionale (Politica del farmaco e dispositivi) ha firmato un decreto il 15 gennaio scorso con i l quale autorizza il titolare della farmacia al trasferimento dell'esercizio in via Roma 11 documento è arrivato al sindaco De Blasio e all'Asl e, quando si è manifestato plasticamente agli utenti ieri mattina, è diventato immediatamente oggetto di una nuova petizione promossa dal Comitato animato da Carmine Tranfa: l'obiettivo è raccogliere le firme per poi impugnare il decreto dinanzi al Tar Campania.
Fonte: Il Sannio Quotidiano