Illegittima la TARI (Tassa sui Rifiuti) se non proporzionata alla quantitĂ  prodotta

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avvocatodi… Carmine Tranfa

In un articolo precedente scrissi che è sommamente ingiusto pagare la TARI in base ai metri quadri dell’immobile posseduto e non secondo la quantità effettiva di rifiuti urbani prodotti. Ciò lo impone la logica ed il buon senso. Ebbene, anche la Magistratura, sta emettendo numerose decisioni che vanno in questa direzione. In particolare la Commissione Tributaria Regionale Toscana, con la recente sentenza n. 26/2022, ha ritenuto illegittimo il Regolamento comunale TARI che non rispetti il principio di proporzione nella tassazione. Secondo i Giudici l’applicazione del metodo presuntivo (il pagamento in base ai mq. dell’immobile) “trova un limite laddove comporti che taluni contribuenti si facciano carico di costi manifestamente non commisurati ai volumi o alla natura dei rifiuti da essi producibili (basti pensare a chi ha un lavoro fuori sede o chi soggiorna nel Comune solo per periodi di tempo limitato o saltuario).

 

I Giudici hanno così statuito: “la logica vuole che i residenti producano maggiore spazzatura rispetto ai non residenti. Per la qual cosa questi ultimi devono pagare in base al periodo di soggiorno nel Comune. Conseguentemente il regolamento comunale va annullato nella parte in cui determini una ripartizione delle spese, distinguendo tra utenze domestiche residenti e non residenti, con un aggravio per questi ultimi, in violazione del criterio di proporzionalitĂ  e della ratio della normativa applicabile”. In definitiva la “natura del tributo” deve necessariamente tener conto della quantitĂ  di rifiuti producibili dai soggetti occupanti. Ciò incoraggia il turismo e l’aumento delle persone dei piccoli borghi. Una sentenza importante ed innovatrice alla quale dovrebbero ispirarsi i Regolamenti TARI dei Comuni o, comunque, adeguarsi alla stessa modificando la norma. Ma, in ogni caso, è necessario potenziare, anche al SUD, le discariche verdi cioè siti e macchinari di raccolta esistenti in molti Comuni. Questi siti restituiscono denaro (o buoni spesa) in cambio di un certo quantitativo di materiale riciclabile raccolto ed isolato in modo appropriato. Una famiglia media può guadagnare fino a 500 euro all’anno, smaltendo in questi punti i rifiuti di alluminio, ferro, carta, ecc.. Questi siti vanno pubblicizzati da parte degli Enti Locali.          

Questa è l’Italia del futuro che a noi piace.

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