Un ricordo di Ugo Riccarelli
Ho iniziato a leggere l’ultimo libro di Ugo Riccarelli il 22 luglio, il giorno in cui è morto Aveva 59 anni ed era da tempo malato. Vinse nel 2004 il “ Premio Strega” con l’opera “ Il Dolore Perfetto” che è un grande affresco storico che va dall’Unità d’Italia sino alla seconda guerra mondiale attraverso cui passano vicende e biografie che si ripetono nella ciclicità del tempo che è il vero protagonista del romanzo. L’ultimo lavoro pubblicato e che ho letto in questi primi giorni di Agosto è intitolato: L’amore graffia il mondo.
Opera che fa parte della cinquina selezionata per il “Premio Campiello” 2013 e che è rimasta in concorso, anche dopo la morte dell’autore: perché si premia l’opera e non l’autore, come giustamente hanno affermato gli organizzatori del premio. La sera del 7 settembre, al teatro “ La Fenice” di Venezia, si svolgerà la serata conclusiva in cui sarà proclamato il vincitore del “ Premio Campiello” 2013. Ugo Riccarelli, in questo libro, racconta la storia di una ragazza di nome “Signorina” che, attraverso lo svolgersi di un lungo periodo della storia d’Italia, dalla prima guerra mondiale ad oggi, è convinta che la bellezza e l’amore tengono insieme tutte le cose, ma si accorge che proprio l’amore per gli altri la porta a rinunciare a quello che è il suo sogno perché l’amore “costa”, graffia, lascia i suoi segni dolorosi che appesantiscono sempre di più il cuore. C’è sempre qualcuno di cui Signorina dovrà occuparsi( la sorella, il padre, il marito, il figlio), come succede un po’ a tutte le donne, dice l’autore, e che gli fa spostare sempre più in là la realizzazione del suo progetto di vita( fatto di bellezza, immaginazione, arte, libertà )fino a quando capisce che, per ”far rinascere” Ivo, il figlio malato che ha “fame d’aria”, il suo sogno è svanito per sempre. Ma in un ultimo atto di forza e d’amore, prima di morire, Signorina, fragile e nello stesso tempo coraggiosa, mostra al proprio figlio il suo corpo nudo e il suo cuoregraffiato dall’amore che si è portato dentro per tutta la vita, perché lui possa percorrere al suo posto la strada della felicità che a lei è stata preclusa perché ha anteposto sempre la cura per gli altri alla realizzazione del proprio sogno perché convinta che l’amore, alla fine, possa pagare. Ma non èsempre così: … allora il dolore che le pesava sul petto si fece ancora più prepotente, quasi la volesse afferrare dietro al collo e obbligarla a guardare da vicino quelle ferite, e spiegarle quanto l’amore le avesse fatto male, quanto le fosse costato allontanare da sé il piacere di creare l’eleganza con le sue mani, di essere libera di disegnare il mondo con la sua arte, senza doverla sacrificare a nessuno e a niente, ma essere una bambina felice di piegare un pezzo di stoffa per ricavarne bellezza. …per mostrargli il suo corpo nudo, graffiato, sanguinante. Guastato dall’amore. In Signorina, l’autore vede l’emblema di tutte le donne che si son sacrificate e si sacrificano rinunciando al proprio talento e al ruolo che avrebbero potuto occupare nel mondo:l’amore non sempre paga, spesso graffia e il cuore di Signorina racchiude tutto l’amore che ha portato per gli altri che però ha “imprigionato”la sua vita in uno spazio limitato, circoscritto che non le ha permesso di concretizzare le proprie aspirazioni perché ha dovuto mortificare il proprio talento, la propria creatività , la propria gioia di vivere: la rinuncia, il sacrificio come scelta di vita che non dà alternative.
Credo valga la pena leggere questo romanzo che ci fa rivivere sentimenti, emozioni che ci riportano in un tempo passato di cui, oggi, sembrano essersi perse le tracce. Un romanzo splendido dove la storia si intreccia con la biografia della protagonista che nello stesso tempo appartiene a Signorina, ma anche un po’ a tutti noi.
Beniamino Iasiello

