Nuova edizione di “Oltre l’Orizzonte†del poeta Erminio Cioffi
Già qualche tempo fa, ebbi occasione di parlare della poesia del cav. Erminio Cioffi. In attesa della riedizione, aggiornata con i “versi†scritti in questi ultimi anni, voglio anticipare qualche tema della nuova produzione che ho avuto modo di leggere. Il “cavaliere†ha superato da poco gli ottanta anni e il suo mondo si popola sempre più di ricordi, di riferimenti alla gioventù, dei primi amori e del grande amore: Nella nostra unione è trionfato il grande Amore – poche le spine, molte le rose ; e dei venti anni che “ti volti a guardarli e non li trovi piùâ€, canta De Gregori in “Buffalo Billâ€.
Un senso, non più di dolore e scetticismo, ma di rassegnazione sembra impadronirsi dell’amico Erminio perché sa di essere in “lista di attesa†da cui, però, non si sente più turbato perché, finalmente, ha trovato la certezza che “ al termine della esistenza non c’è la morte ma la vita eternaâ€. Riporto alcune delle liriche che entreranno a far parte della ristampa di “Oltre l’Orizzonte†che dovrebbe essere pronta tra pochi mesi.
Trenta Luglio 1963
Nella calura di un giorno d’estate
Uno sguardo mi fulminò la mente
Mi misi dietro la luce del suo volto
Furono giorni di lunga attesa
Costante pensiero d’amarla
Ad ogni suo passo.
SI E’ LA DONNA DEL
MIO CUORE.
Nel primo incontro leggera confusione,
i primi baci furono i grandi segreti della vita.
Sa amare con dolcezza,
soffrire nel silenzio.
Donna del sacrificio;
prudente nelle decisioni,
lingua bruciante nella verità .
CI FU IL GRANDE SI
Nella nostra unione è trionfato il Grande Amore;
poche le spine, molte le rose.
Scivola la vita, scivolano i ricordi.
Ma il grande Amore è solido come roccia
E sulla roccia restano solo due nomi
Incatenati sino alla morte.
OTTANT’ANNI!
Ho qualche capello bianco
Ho voglia di futuro
La mente vaga lontano
E davanti agli occhi, in silenzio,
scorrono i dolci e amari ricordi della vita.
Ricordi di amori, di tempi passati,
di tante Belle Primavere trascorse
al Vecchio Casolare, all’ombra del Secolare Gelso.
I giorni dei vent’anni ormai lontani
Svanita la dolce Giovinezza.
Corre veloce il cammino della vita
Ed ora il passo comincia ad essere stanco
La crudele realtà torna pressante
Porta tristezza, nostalgia e sgomento.
Indefinito pensiero scuote la mente.
Sono in lista d’attesa!
L’attesa non m i turba
Né mi toglie il buon umore, l’ottimismo,
la serenità e la conservazione del gusto della vita.
Superare le burrasche della vita
Uscire dall’inerzia e dalla solitudine, vincere la paura e l’inefficienza.
Il Tempo è nemico
Il giorno del tramonto si avvicina
sicuro del Dono di Dio che al termine
dell’esistenza non c’è la morte
ma la vita Eterna.
Sembra che il cammino interiore sia davvero approdato su lidi sicuri da cui poter guardare il travaglio e l’alienazione di un mondo che non può o non vuole, neanche per un momento, ripiegare su stesso per comprendere il grande mistero della vita. Che gli anni, per l’amico Erminio, possano ancora essere tanti e vissuti nella ritrovata pace con se stesso e con il mondo, e soprattutto continui a regalarci le sue emozioni, capaci di generare, nella loro genuina semplicità e spontaneità , sentimenti profondi che trascendono la pura esistenza.
Ancora due poesie del sapore del pane e della terra da cui il poeta è fortemente influenzato:
NEVICA
Silenziosamente e lieve
Discende la neve
Con gelido vento
Soffiato dal Nord.
Il Tempo si ferma
E la natura si trasforma in
Suggestiva bellezza.
Nei campi
La misera radice del grano
Accoglie raggiante i fiocchi di neve.
Contento l’agricolo:
dal davanzale con riverenza saluta il Generale Bianchino
e sussurra:â€sotto la neve paneâ€.
È triste il Capitano Miseria
Il povero ha freddo, ha fame.
Il passero girovago
Cinguetta in cerca di cibo
E un bimbo pietoso depone le briciole.
Al focolare i nonni
Raccontano loro ricordi d’infanzia.
La Vendemmia
Sulle colline muore
L’ultima eco delle canzoni della vendemmia.
Nei campi è tutta una festa di canti
Esultano per tante messi.
Il Paese sembra ammalarsi d’ansia
Si aprono le buie cantine
Troneggiano botti, tini,e …
L’antico torchio con vite e legna.
Dalla vigna parte
Paziente l’asinello
Carico d’uva stillante di mosto.
L’ape golosa succhia
Dai chicchi dorati.
Nel tino gorgoglia
Profumato mosto in attesa di vino.
In questi ritratti di paesaggi e di vita agreste, il cavaliere è davvero bravo perché sembra quasi di percepire un panismo lirico laddove la natura si fonde col sentire del poeta.
La poesia che segue, già presente nella prima edizione, è stata premiata, il mese scorso, al concorso “ Premio Libero Bovio†organizzato dall’ “Accademia Federico II†di Napoli:
La Vecchiaia
Prima di abbracciare la luminosa
Via verso l’eternità ,
Ben venga la vecchiaia.
Senza affanni né malanni.
Aiutami ti chiedo.
Atteggiamenti positivi e sorridenti.
Conservare dignità .
Essere vivo, attivo, interessante.
Affrontare il futuro con coraggio e serenità .
Coltivare l’allegria.
Servirmi della sofferenza.
Amica vecchiaia, ti renderò grazie
Perché il dolce far niente
È solo la cicuta della vita.
Beniamino Iasiello

