La Chiesa di Ceppaloni e il Fascismo
Don Pietro Rossi fu parroco di Ceppaloni dal 1926 al 1950. Non lo ricordo affatto, ma spesso ho sentito parlare di questo prete che, dicevano, era u n po’ particolare. Non so in cosa consistesse questa sua specificità (qualcuno raccontava che era eccessivamente parsimonioso), ma so per certo che, quando andò in pensione, lasciò cinque quaderni, scomparsi, purtroppo, che avrebbero potuto fornire molte notizie in merito alla situazione del paese nel fascismo e durante la seconda la guerra mondiale. Che, forse, fosse un antifascista lo desumo da uno scontro che egli ebbe col commissario prefettizio del Comune, cav. Giuseppe Rosa.
Il 2 Maggio del 1942, il Commissario inviò una lettera circolare ai tre parroci del Comune con la quale … interesso la Vostra cortesia di predicar domani dall’altare quanto segue.
1)
Ogni cittadino deve sentire il dovere di offrire alla patria la lana per i combattenti e per questo va in giro un’apposita commissione. Nessuna famiglia deve rifiutarsi di dare il suo contributo di sacrificio alla Vittoria immancabile delle nostre armi.
2)
Incitare le mamme a far frequentare l’Asilo infantile dai loro figli, ai quali si darà la refezione per tutto l’anno scolastico, e chi non li manda potrà essere passibile di contravvenzione.
3)
In questa stagione primaverile si praticheranno delle iniezioni antitifiche ai bambini per immunizzarli dalle malattie. Il prestar fede alle stupide voci, sparse ultimamente da buffoni o malevoli significherebbe ignoranza massima.
il Commissario, prima dell’inizio della funzione religiosa, si recò personalmente dal Parroco per … ripetergli a voce la preghiera ed ascoltare direttamente la patriottica propaganda, ho subito la umiliazione di un reciso rifiuto seguito dalla scusa che egli non poteva ciò fare senza autorizzazione arcivescovile.
Il commissario, ferito nell’onore, inviò all’arcivescovo di Benevento, Agostino Mancinelli, una lettera riservata con la quale fece sapere che, mentre i preti delle frazioni, calorosamente, avevano accolto l’invito di predicare dall’altare ai fedeli sulla raccolta della lana per i combattenti, sulla frequenza dei bimbi all’asilo e sulle iniezioni e le stupide dicerie degli antifascisti, don Pietro aveva opposto un netto rifiuto. Per tale errore, Il Parroco di Ceppaloni fu richiamato ed ammonito dalle autorità religiose provinciali, in quanto le direttive emanate dalla Chiesa erano chiare:
Tutto ciò che, in ordine alla guerra viene sollecitato dalle competenti autorità si eseguisca con spirito di cooperazione pieno e cordiale ai fini che la nazione deve raggiungere.
Risulta chiaro che il Parroco era venuto meno alle istruzioni impartite dalla Chiesa, ma la risposta dell’Arcivescovo, molto articolata, finì col diventare un boomerang per il Commissario prefettizio.
Continua....
Beniamino Iasiello

