Il pomeriggio è ancora azzurro per... Adriano
Il 6 gennaio del 1938 nasceva, in via Cristofaro Gluk 14 di Milano, Adriano Celentano. Destinato a rivoluzionare il mondo musicale degli anni cinquanta in Italia. Poca scuola, molti mestieri e la passione per il canto insieme con amici come Giorgio Gaber, Enzo Iannacci, Luigi Tenco con i quali vinse al “Palazzo del Ghiaccio” di Milano” il primo festival rock organizzato in Italia(era il 1957).
Adriano, un buon orologiaio, fu colpito verso la metà degli anni 50 dal film “Il seme della Violenza”, la cui colonna sonora era la celeberrima: Rock Around the Clok di Bill Haley. Da quel momento il “molleggiato” non si è fermato più. Una vita segnata da una carriera come cantante, attore, schowman, splendida. Sarebbe troppo lungo ricordare tutte le canzoni di Celentano ma 24 mila baci, fece scandalo a S. Remo (altri tempi: aveva iniziato a cantare con le spalle rivolte al pubblicò), come dimenticare Impazzivo per te (canzone a cui sono ancora legato), Si è spento il sole (ripresa qualche anno fa da Caparezza, la Mezza Luna, Stai lontana da me, canzone con cui vinse il Cantagiro del 1962, grandissimo successo. Poi la fondazione del “Clan” una propria casa discografica di cui facevano parte, tra gli altri, Ricki Gianco, Don Backy, Gino Santercole. Grandissimi successi come Pregherò, la splendida Stand by me, cantata, l’originale, da Ben e. King, L’albero di trenta piani, la vena ecologista, l’attento osservatore della realtà sociale del Mondo in Mi settima, la straordinaria Una Carezza in pugno, Storia d’amore. Non vinse il Festival di S. Remo con Il Ragazzo della via Gluk, canzone entrata a far parte dell’immaginario collettivo e marchio d’identificazione di Celentano, ma lo vincerà (1970) con Chi non lavora non fa l’amore, che scatenò un grande putiferio: erano gli anni degli scioperi operai. Che dire della collaborazione con Mogol dalla cui vena verrà fuori una canzone: Io non so parlar d’amore (mi è particolarmente cara) o delle splendide canzoni cantate insieme con Mina : Acqua e Sale, Amami, Amami. Senza dimenticareAzzurro che fu un successo internazionale. Oggi , giustamente, si sprecano gli elogi per un cantante che ha trasportato l’Italia contadina verso la società dei consumi, come qualcuno ha affermato, o le analisi sociologiche di come “il predicatore” Celentano sia riuscito ad influenzare, in alcuni ,momenti milioni di persone attraverso un linguaggio, a volte faticoso e nervoso, che, però, riusciva a centrare sempre problemi di grande rilevanza nazionale. Invia lettere a Il Corriere della Sera per intervenire su temi di attualità , come, qualche settimana fa , ha cercato di spiegare che la traduzione del “Padre Nostro” (in seguito all’intervento del Papa che vorrebbe modificare quel “non indurci in tentazione”) è sbagliata perché quella corretta sarebbe quella francese: Non lasciarci cadere nella tentazione, cioè “ Gesù, se sto per andare a fondo, salvami”
“Chapeau”per Adriano: un personaggio che ha scandito il nostro tempo e per averci fatto sognare ed innamorare con le sue splendide canzoni.
Grazie Adriano e a rivederci ai prossimi 80 (!). Ad maiora
Beniamino Iasiello

