Povera scuola

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benjaminIl Covid 19 ha colpito a morte la scuola italiana. Una scuola che da decenni stava giĂ  spegnendosi per l’incapacitĂ  politica di progettare una riforma seria e capace di tenere insieme i due momenti centrali del processo scolastico: istruzione ed educazione. Da tempo, in questo sviluppo unitario, l’istruzione, intesa come trasmissione del sapere, risulta svalutata a favore dell’educazione ai valori come la solidarietĂ , libertĂ , responsabilitĂ , democrazia, che, alla prova dei fatti, si rivelano fragili in una societĂ  costruita non sui valori, ma sul valoreil danaro.

 

 

Ciò non significa che non bisogna impegnarsi sempre di piĂą perchĂ© essi diventino coscienza fondante dei giovani per la realizzazione di un mondo migliore, ma senza la trasmissione dei saperi(pare che oggi sia diventato un opzional), il processo risulta monco e fortemente penalizzante per l’intera societĂ D’altra parte sempre si educa mentre si istruisce e l’istruzione non è mai pura ripetitivitĂ , ma tende sempre a sviluppare il senso critico di ognunola capacitĂ  di servirsi della propria ragione che permette diconseguire quell’autonomia di giudizio che rende l’uomo libero e capace di affrontare le difficoltĂ  dellavita e le insidie del mondo.

Ricordo che, ai miei tempi, si diceva che la studio era sacrificio, duro lavoro â€¦ un mestiere e molto faticoso con un suo personale tirocinio oltre che intellettuale anche muscolare nervoso â€¦ Ă¨ un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche sofferenza. Sudore della fronte, per dirla con Gramsci.  Oggi, invece, l’attenzione dei genitori tutti sembra rivolta ad alleggerire quanto piĂą possibile lo sforzo ai propri figli che così impegnano tempo e energie a smanettare col cellulare, col tablet â€¦ la loro eccessiva presenza (dei genitori) Ă¨ una sciaguraper la scuola, afferma  il prof. Ernesto Galli della Loggia(con cui concordo pienamente ) il quale, nel suo libro: L’aula vuota, asserisce che per cambiare davvero la scuola ci vorrebbe una volontĂ  politica che non c’è, e, a mio avviso, non c’è mai stata. Non è possibile che dopo circa 50 anni, per dirne una, nessun governo abbia avuto il coraggio di aggiornare le norme esistenti dal 1974relative agli Organi collegiali.

Nella scuola, come affermava il filosofo idealista Giovanni Gentile, una mente che insegna e una mente che apprende si uniscono in una mente che conosce. Era una didattica della conoscenza e non delle competenze. Oggi, causa la pandemia ancora in atto, anche smolto attenuata, gli alunni hanno sperimentato anche la didattica a distanza la quale, diciamo la veritĂ , è stata un vero fallimento che, nonostante tutto, forse,sarĂ  prolungata anche per l’inizio del nuovo anno scolasticoin quanto sarĂ  difficile poter far rientrare a scuola, contemporaneamente, tutti gli alunnidovendo rispettare la misura del distanziamento.

Un anno scolastico, quello appena passato, in fondo, perso per gli alunni, salvo non voler credere, davvero,che la didattica a distanza e la conclusione degli esami di maturitĂ  rappresentino un successo della scuola, come i risultati degli esami potrebbero far pensare: sono aumentati i 100 e i 100 e lode rispetto all’anno precedente!! 

Per l’anno prossimo, l’unica cosa certa, a detta del Ministro della P.I. Ă¨ la data d’inizio delle lezioni che è stata fissata per il 14 settembre: con strutture in plexigas, con banchi con rotelle che a detta sempre della ministra dovrebbero rappresentare …  un’innovazione didattica che permette agli studenti di lavorare in gruppo. E che significa? Forse che gli studenti non lavorano giĂ  da tempo, quando è necessario, per gruppi, anche senza “banchi â€śinnovativi”! Idea improponibile a detta di coloro che dovrebbero realizzare 200.000 banchi e70.000 sedie da consegnare e montare in poche settimane. E, per i quali, ancora non viene bandita la gara (4 agosto, se non erro); come improponibile Ă¨ l’idea di chiamare giovani non laureati per sopperire allmancanze di organico segnalate da i MIUR e anche dai SindacatiChi parla di scuola, forse, non è mai stato in una classe e non sa cosa significhi insegnare, non sa di cosa parla in quanto conosce ben poco del suo funzionamento; d’altra parte sono decenni che la scuola non riesce piĂą a comunicare con la societĂ . Tutti, però,sono pronti a suggerire, consigliare, tranngli unici preposti a poterlo fare: gli insegnanti, coloro che operano nella scuola tutti i giorni, chne conoscono i problemi concreti e quotidiani, ma la loro presenza Ă¨ diventata irrilevante per cui nessuno lavverte piĂą come protagonisti del processo di apprendimento. Hannopaura di vivere nella â€śpropria casa” perchĂ© sanno di avere tutti contro: l’autoritĂ  scolastica che dovrebbe sostenerli, gli alunni pronti a rivoltarglisi contro e, le famiglie che, avendo assunto il ruolo di avvocati difensori, non si accorgono del male che fanno ai proprifigli, alla scuola e all’intera societĂ . L’aula scolastica (la scuola nel suo insieme) Ă¨ senza nocchiere, per cui è destinata, come un iceberg alla deriva, a sciogliersi o acolliderelasciando solo frammenti vaganti per il vasto mare.

Ma inizia davvero il 14 settembre? Per poi chiuderla nuovamente dopo sette giorni per le elezioni regionali?Sembra una boutade, ma così parlò … Azzolina: Ă¨un’ulteriore prova della scarsa considerazione in cui è tenuta la scuola da parte di chi governa. Non sarebbe piĂą serio iniziare una settimana dopo ed evitare chiusure ed aperture che danno l’idea piĂą di una bottega che di un’istituzione fondamentale della societĂ .

Mi auguro che qualche testa pensante governativa cominci a ripensare alla scuola in maniera seria e responsabile. Maquando si afferma che … la scuola di settembre sarĂ  una scuola innovativa e aperta. Si dovranno organizzare nuovi spazi, ma sarĂ  anche una scuola che, reagendo all’emergenza, dovrĂ  dare qualcosa dpiĂą ai nostri studenti â€¦ possiamo puntare sul digitale, sulla formazione del personale scolastico, su una scuola rinnovata nei locali e negli arredi … rafforzata attraverso il potenziamento dell’organico â€¦ non si fa altro che pura retorica per non affrontare iproblemi concreti e lasciare immutato o peggiorare l’esistente. Ma, ipse dixit … così il ministro, mi si permetta, però, di avere qualche dubbio in proposito, avendo â€śvissuto”, come docente, nella scuola, per circa 40 anni. E da sempre sento ripetere la stessa litania.

Certamente anche il nostro Comune starĂ  provvedendo o giĂ  ha provveduto per permettere un inizio di anno scolastico in estrema sicurezza e senza creare grandi difficoltĂ  per gli alunni e le famiglie. Anche se la non disponibilitĂ , pare, per alcuni mesi, o per l’intero anno, dell’edificio scolastico di Ceppaloni, per lavori improcrastinabili, potrebbe comportare qualchecomplicazione

In proposito, sarebbe buono che, in un momento difficile come quello attuale, anche i cittadini interessatipotessero conoscere e discutere con Amministratori e autoritĂ  scolastica, del modo migliore per superare eventuali disagi; ricordando che il confronto, la condivisione, sono sempre una risorsa. Mai una deminutio capitis.

 

Beniamino Iasiello

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