La “difesa della razza” a Ceppaloni e… altro

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benjaminOgni tanto cerco di catalogare i tanti documenti[1] acquisiti ed esaminati a partire dal 2008, anno in cui iniziai a frequentare l’Archivio di Stato di Avellino che conserva la maggior parte dei documenti relativi al periodo borbonico che va dal 1816 al 1860. Oltre a quelli dell’Archivio di Stato e della Biblioteca provinciale di Benevento … et varia, per cui, oggi, mi ritrovo con una grande mole di materiale difficile da sistemare. Ma, nel vano tentativo (!), ogni tanto,mi capita di riscoprirne qualcuno di cui avevo perso memoria e che, invece, si rivela interessante per capire come il nostro Comune abbia vissuto eventi e scelte importanti determinate dallo sviluppo della politica nazionale.

 

 

Ultimamente ho ritrovato delle schede e alcuni fogli “sparsi” relativi al periodo 1935 – 1944 che danno qualche indicazione riguardante la difesa della razza, qualche aspetto della vita scolastica e, infine, una scheda - tabella con la quale fu effettuato il Censimento per la ricostruzione nazionale.

Il 5 settembre del 1938 il re Vittorio Emanuele III e il Capo del governo Benito Mussolini firmarono la legge con la quale l’Italia escludeva gli ebrei da qualsiasi servizio o attività pubblica e, tra l’altro, non permetteva matrimoni con ragazze italiane e vietava di iscrivere i figli nelle scuole pubbliche

alle scuole di ogni ordine e grado pubbliche e private, ai cui studi sia riconosciuto valore legale, recitava l’art.2 della legge, non possono essere iscritti alunni di razza ebraica[2]…

ero a tavola con mio papà e i miei nonni quando mi dissero:” tu non puoi più andare a scuola.” Dovevo fare la terza elementare … mi piaceva molto la scuola perché ero figlia unica,senza la mamma,non avevo fratellini o cuginetti con i quali giocare, perciò andavo in classe volentieri. Perché? Chiesi. Sei stata espulsa, mi risposero … e io chiesi ancora “Perché, perché, perché?” … mi dovettero spiegare “Siamo ebrei, ci sono nuove leggi.”[3]

Il documento ritrovato, un semplice foglio protocollo, era una dichiarazione dove, uno dei genitori, firmava, sotto la propria personale libertà che … né io né alcuno della mia famiglia, né in ramo ascendente che discendente, appartiene a razza ebraica o professa religione ebraica.

Cosa era successo? Che, per effetto della legge in difesa della razza, l’istituzione scolastica del Comune di Ceppaloni, come di tutti i Comuni d’Italia, si attrezzò per accertare se i ragazzi possedevano i requisiti necessari per poter frequentare la scuola primaria.

Il nostro Comune non fece altro che attenersi alle direttive del Ministero dell’Educazione Nazionale[4] in relazione alla norme che, soprattutto, rispetto alla scuola, furono molto più funeste, inizialmente, di quelle emanate dalla stessa Germania hitleriana. Sul foglio, oltre all’incipit sopra riportato, erano segnati i nomi degli alunni con a fianco la firma di uno dei genitori.

Non tutti, però,firmarono, il che dovrebbe farci dedurre che alcuni, forse, nel loro albero genealogico presentavano qualche lontana discendenza ebraica; suppongo che si è più vicini alla realtà nel ritenere che la legge non venisse applicata scrupolosamente. In ogni caso quel foglio protocollo “sparso” sta lì a ricordare che anche la nostra comunità, lontana da pregiudizi religiosi e antisemiti, visse l’ignominia di una legge devastante che condannava un popolo intero alla morte e alla damnatio memoriae.

Ulteriori documenti: tre schede di colore rosa, verde e grigio che a seconda del sesso e dell’età indicavano il gruppo di appartenenza nella classificazione fascista degli alunni con la seguente intestazione:

Partito Nazionale fascista - Comando della G.I.L[5] – classe 1^, insegnante (indecifrabile) – direzione didattica di Montesarchio – Comune di Ceppaloni - anno XVII.[6]

Segue un elenco di 14 alunni nati negli anni 1930- 29- 28- 27- 26 con accanto il numero di tessera. Nel nostro Comune, essendovi solo la scuola primaria, gli allievi venivano distinti in:

Figli della lupa:    6 - 8 anni

Balilla:                 8 - 11 anni

Figlie della Lupa: 6- 8 anni

Piccole italiane:     8 – 14anni

In realtĂ  piĂą grandi o nelle cittĂ , vi erano ulteriori gruppi

Balilla moschettieri: 11 – 13 anni

Balilla avanguardista:13 – 17 anni

Per le ragazze:

Giovani italiane:           14 – 17 anni

E infine:

Giovani fascisti e giovani fasciste: 17 – 21 anni

Oltre ai G.U.F[7].

L’ultimo documento, di cui parleremo la prossima volta, invece , è uno spaccato delle condizioni del Comune dopo la caduta del fascismo avvenuta il 25 luglio del 1943, e riguarda una scheda relativa al Censimento Straordinario per la Ricostruzione Nazionale che si svolse dal 10 al 24 ottobre del 1944.

Dall’esame di questa scheda, che riguardava il consumo di generi alimentari che ciascuna famiglia aveva consumato nella settimana in oggetto, insieme con l’esame di altri documenti, sarà possibile delineare le gravi difficoltà in cui vennero a trovarsi gli Amministratori e rendersi conto della grande povertà che caratterizzava la maggior parte delle famiglie ceppalonesi. Vedremo anche, il ruolo, non secondario, che ebbe nel nostro Comune la borsa nera: l’unico”mercato” , per chi poteva, dove trovare ciò di cui si aveva bisogno.

 

Beniamino Iasiello



[1] Importanti per la narrazione della storia del Comune relativa agli ultimi 200 anni.

[2] Regio decreto novembre 1938 - Integrazione delle norme per la difesa della razza taliana nella scuola italiana.

[3] Liliana Segre:Ho scelto la vita – La mia ultima testimonianza pubblica sulla Shoah, pag.17. Corriere della Sera inchieste,2020

[4] Il Ministero della Pubblica Istitruzione era stato soppresso dal fascismo

[5] GioventĂą Italiana del Littorio

[6] Anno XVII dal 28 ottobre del 1922, anno della “Marcia su Roma”

[7] Gruppi universitari fascisti

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