Marzo: il mese della poesia
Il modo migliore per celebrarlo è riportare alcune delle poesie scritte da poeti ceppalonesi che hanno sempre mostrato di tenere in massima considerazione la musa Calliope.
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Carmine Ambrusco Primavera Prima vera Mi donò le rose Con un fugace accenno Ma io distratto
Poveri versi Compongo poveri versi semplici, scarni. Non ho pretese Canto La miseria del mondo il grande stupore del cielo
Erminio Cioffi Terra mia La terra mia fertile e nera Attende lavoro e sudore. Terra: di ombrosi boschi di prati fioriti di giardini incantati di rose di spighe dal bel sol dorate. Un terso tramonto illumina l’ondulata verde collina. Limpidi silenzi rivoli Scendono tra il verde dell’erba selvaggia. All’ombra del solitario castagno Trovano meritato riposo gregge e pastori. Oh terra mia! Quanti ricordi Sogni, amori, attese…
Emanuele Di Donato SERA C’è pure una solitudine che senti Quando a sera, attraverso le tue imposte entra il profumo della cena pronta dei vicini e con esso un senso di calore che ti invade estraneo e te ne fa sentire più acuta la mancanza.
De Blasio Nereo Vierno Nuvole nere ma quanno s’acchiarisce Stu cielo scuro? Nun t’abbaglia ‘ o sole Ogni tanto ‘na stella tremolante Nu poco e luna pallida S’intravede ‘ a sera. E’ Vierno, è ancora vierno, ma a speranza d’a primavera m’aiuta a pensà ca n’alba luminosa farrà surride ‘nata vota Stu core scuraggiato e triste.
Domenico Rossi Sbarco in Normandia Carne martoriata Testa di ponte Che caracolla ondeggiando sul lato Miscuglio di opachi colori Carne umana straziata Dalle granate senza nessuna pietà sangue e fango fango e sangue avvolgono le ferite e nel fossato esala l’ultimo respiro Penso a sua madre Carne tenera t’aveva fatto Per poter volare Ora il suo grido È nel vento.
Paolo Emilio Russo Il mio paese Chiudo gli occhi e d’incanto mi appari Dimore indistinte al maniero servili di immutabili suoni di selvatici odori. Scrigno custode di umana storia a me cara Culla di sogni, di gioia e speranze fonte crudele di amare fatiche Immagine nobile che arreca fatica Fulgido faro Porto tranquillo della gente errabonda.
Giovanni Barone 2012 E’ sera, Dalla finestra della mia camera Scruto il blu infinito Le meravigliose stelle Mi fanno compagnia Un alito di vento Mi fa ritornare alla mente Leggende antiche e presagi nefasti Allungare i miei rami Soffia il vento Perduta nel tempo Segna le ore della nostra vita. Un calendario converge su una data Ci indica la strada Dell’eternità .
Francesca Barone L’albero della vita Vorrei essere l’albero della vita Vorrei arrivare così in alto Da osservare tutto e tutti Vivere nella semplicità Donare i miei frutti ai più bisognosi i miei fiori ai più tristi. e prendere per mano i bambini soli al mondo. Una civiltà lontana e tutti insieme sulle ali di un arcobaleno guardando la luna … un solo desiderio un abbraccio di un papà .
Luigi Tranfa Ceppaloni Questo paese a me tanto a cuore Dove viverci è un grande onore. Il centro storico dominato dal gran Castello. Per questo che è stato definito Iln “Paese Belloâ€. Tanta gente da questi luoghi è rimasta incantata Dove sai trascorrere insieme ogni bella Serata. Qui regnano da sempre pace, amore e Tranquillità E anche la morte si accetta con serenità .
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Tanti poeti per la nostra comunità che mettono in versi emozioni, paure, angosce, gioie, dolori. Già , nel centro storico del paese, sono state affisse alcune delle loro liriche che danno forza di voler creare un angolo della poesia o un sentiero della poesia che racchiuda originalità , creatività che aprano le porte del borgo alla bellezza di un paesaggio che molti ci invidiano e a una storia millenaria che va riscoperta e fatta conoscere perché è la nostra storia.
Conoscere il passato, come si dice, per costruire il futuro.
Beniamino Iasiello

