Perché?

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benjaminAvevi appena iniziato

un viaggio

che doveva essere lungo,

felice, pieno e per il quale

avevi impegnato la tua intelligenza,

la tua umanitĂ .

Il cammino era leggero e

la vasta prateria del mondo

giĂ  ti apparteneva.

 

Grazie, Monica

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benjamin“Ad un certo punto della mia vita, a mia insaputa, devo aver deciso di dimenticare. Non dimenticare i dolori o gli errori, ma dimenticare fatti, persone, forse solo confondere tutto”.

Così inizia l’autobiografia di Maria Luisa Ceciarelli, in arte Monica Vitti, scritta nel 1993 e intitolata ”Sette Sottane” perchĂ©, avendo sempre molto freddo, si imbacuccava con molti indumenti: sette sottane, appunto 

Sono gli anni in cui inizia a diradare le sue uscite pubbliche perchĂ© affetta da una malattia degenerativa: l’Alzheimer. Un morbo di cui si ha paura ancora prima che si manifesti: fa regredire allo stato infantile, permette di ricordare il passato e dimenticare il presente, avvolge la persona in un mondo dove non c’è spazio per gli altri, ma nemmeno per sĂ© stesso, per la vita che ha vissuto. L’ammalato diventa dipendente, per tutto, da chi gli sta vicino, perchĂ© , oggi, purtroppo, il trattamento di queste persone è un problema, soprattutto, delle famiglie. Monica Vitti è vissuta nella sua casa accudita da una badante e dal marito che “ è riuscito a darle un calore che non ha prezzo, amandola nel linguaggio del silenzio”. 

Qualche riflessione sul 27 gennaio

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benjaminPer non dimenticare. Troppo poco. Non basta. A che serve ricordare per un giorno e dimenticare per il restante tempo dell’anno. Io non dimentico, in tanti non dimentichiamo, ma i giovani come fanno a non dimenticare qualcosa di cui non conoscono assolutamente nulla e di cui mai nessuno gli ha parlato. Essi ascoltano i social che sono capaci di instillare solo odio e non amore, comprensione, tolleranza. 

Gli adolescenti, i giovani, si macchiano di colpe gravissime non perché antisemiti o antisionisti, ma semplicemente perché ignoranti; socraticamente direi che fa il male chi non conosce il bene. Per non dimenticare, ma i giovani devono prima imparare, altrimenti non hanno niente da dimenticare.

E qui arriva la nota dolente perché il luogo deputato per imparare è la scuola, con tutte le sue contraddizioni e difficoltà che, però, sappia stare in sintonia col tempo che vive. Per affrontare la storia del secolo breve, come l’ha definito lo storico Eric Hobsbwam (1915 – 1989), appena passato, è necessario che i docenti abbiano il tempo necessario e il Ministero investa nelle scuola tutte le risorse necessarie per produrre un autentico cambiamento, a partire da una organizzazione diversa dei programmi che, per la storia, lasciano a desiderare, per usare un eufemismo.

Borse di Studio “Carlo Mazzone Global Teacher Prize”

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benjaminIl 25 ottobre scorso, nell’aula magna dell’ITIS Bosco Lucarelli, si è tenuta la cerimonia relativa all’attribuzione delle borse di studio “Carlo Mazzone Global Teacher Prize”. La partecipazione al “Global” ha visto Carlo Mazzone, docente di Informatica presso l’Istituto Tecnico Industriale, tra i grandi protagonisti, a livello mondiale; la scuola sannita, e non solo, ha seguito col fiato sospeso le varie fasi che hanno portato il progetto, elaborato dal docente e dai suoi alunni, ad essere scelto tra i primi cinquanta e poi tra i primi dieci del prestigioso “Nobel dei Docenti” vinto dall’indiano Ranjitshin Disale che ha voluto ripartire il premio, un milione di dollari, con gli altri nove professori finalisti, per cui a Carlo sono spettati 55.000 mila dollari. 

Youth 4Climate – driving ambition

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benjaminMilano sta ospitando il raduno di 400 giovani provenienti da ogni parte del mondo per discutere del Climate Change e  porre all’attenzione dei ministri  le loro richieste, alla presenza del presidente Draghi e del capo dello Stato Mattarellaal Pre-Cop 26 che precede la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Novembre che si terrĂ  a Glasgow. E’ stato presente Alok Sharma,il presidente del  Cop 26, che si è detto vicino ai giovani perchĂ© la loro voce è la piĂą importante di tutti … mi vergogno di come la mia generazione abbia portato ad essere questo mondo. Ma oggi possiamo redimerci e iniziare azioni concrete per mantenere gli accordi di Parigi e proteggere il pianeta e le persone dal surriscaldamento totale.

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