Il compagno Endrigo

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benjaminTra la fine degli anni 50 e gli inizi dei 60, la canzone italiana varcò il … il Rubicone. Iniziò Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu” e continuarono i cantautori che in breve tempo conquistarono la scena musicale nazionale. Cantautori destinati a diventare, nel tempo, “mostri sacri”, come Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Gino Paoli, Luigi Tenco, Franco Battiato e tanti altri. Dopo oltre 50 anni si ascoltano ancora le loro canzoni che vengono “coverizzate” da cantanti come Vinicio Capossela, Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Emal Meta. Era difficile le voci e le melodie di cantanti come Luciano Taioli, Claudio Villa, Gino Latilla e Carla Boni, Achille Togliani, Nilla Pizzi, soprattutto perché parlavano al cuore, alla mamma, alla patria. La canzone simbolo di quegli anni era appunto “Mamma”; personalmente, però, ricordo una canzone, “Miniera”, che ti penetrava dentro dando una scossa alle emozioni più profonde. Cantava la storia dei tanti emigranti italiani che lasciavano la propria patria per andare a lavorare nelle miniere del Nord Europa, dove purtroppo, a volte, perdevano la vita.

Il fenomeno Armine e quel “cattivo femminismo”

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benjaminMario Martino, un giovane del Comune di Ceppaloni, laureato in Lettere Moderne e giĂ  autore di alcune pubblicazioni tra le quali “Faber dietro il testo dentro la storia” per il quale ha vinto il premio â€śPenna d’oro Campania 2018”.  Ha collaborato, quale dottore in Linguistica e Didattica dell’Italiano alla stesura, col prof. Sergio Lubellodell’UniversitĂ  di Salerno, del testo “Homo scribens. Scritture ibride della modernità” che è stato presentato anche a Benevento prima del lockdown. Un giovane che potrĂ  dare un impulso alla vita culturale del nostro Comune purchĂ© le istituzioni si rendano disponibili al confronto e a creare le condizioni per poter operare concretamente. Oggi pubblico nella mia rubrica l’interessante riflessione sul “cattivo femminismo”, titolo preso in prestito da un’opera di RoxaneGay, scrittrice e accademica statunitense.  Quando vorrĂ  potrĂ  avere una sua rubrica su Ceppaloni. info

 

Sogno di una notte di mezza estate

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No benjaminNiente a che vedere con la commedia scespiriana da cui ho tratto solo il titolo per narrare una storia che un caro amico qualche tempo fa mi raccontò. E ancora, dopo qualche mese, mentre la narrava, mostrava i segni della sofferenza, ma anche di liberazione, con cui aveva vissuto quel momento.

Povera scuola

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benjaminIl Covid 19 ha colpito a morte la scuola italiana. Una scuola che da decenni stava giĂ  spegnendosi per l’incapacitĂ  politica di progettare una riforma seria e capace di tenere insieme i due momenti centrali del processo scolastico: istruzione ed educazione. Da tempo, in questo sviluppo unitario, l’istruzione, intesa come trasmissione del sapere, risulta svalutata a favore dell’educazione ai valori come la solidarietĂ , libertĂ , responsabilitĂ , democrazia, che, alla prova dei fatti, si rivelano fragili in una societĂ  costruita non sui valori, ma sul valoreil danaro.

Un piccolo e breve omaggio per un grandissimo artista

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benjaminLa morte del maestro Ennio Morricone è una grande perdita per il mondo dello spettacolo tout -court. Il compositore del secolo, secondo alcuni. Certamente tra i piĂą grandi del panorama musicale italiano ed internazionale. Premio Oscar per la colonna sonora del film “The Hateful eight” di Quentin Tarantin, ha legato il suo nome e la sua musica ai piĂą gradi successi della cinematografia mondiale. Ho seguito Ennio Morricone sin dagli anni sessanta, quando l’incontro col regista Sergio Leone diede luogo ad un incontro che creò una magia che poche volte si è ripetuta tra un musicista ed un regista (forse tra il maestro Nono Rota e Federico Fellini). Indimenticabili le colonne sonore della trilogia western (Per un Pugno di dollari, Per qualche dollaro in piĂą e C’era una volta il West), semplicemente splendida la musica di “C’era una volta in America” dove le note del flauto di Pan penetrano nel piĂą profondo della tua pelle. Ascoltare “Your love”, dalla voce pura di Dulce Pontes, cantante portoghese, è qualcosa di straordinario. Senza dimenticare la struggente musica di “Nuovo Cinema Paradiso”, o quella enigmatica e piena di suspense di “Un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, o l’oboe stregato di “Mission che da solo è capace di suscitare atmosfere che ti trasportano nel tempo rendendo la tua anima piĂą leggera, in un afflato con l’armonia universale.

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