La Fine de… I Bastardi

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Briciole  Con questo spazio inizia la collaborazione con Ceppaloni. Info della signora Eufemia Mollica che ha giĂ  recensito, qualche settimana fa, la prima puntata della fiction tratta da “I Bastardi di Pizzofalcone,  Finito il ciclo de … i bastardi, Eufemia  con il presente spazio, denominato le “Briciole di Molly” dĂ  un giudizio complessivo sull’opera di Maurizio De Giovanni   che ha avuto il merito di creare personaggi nei quali la gente si è identificata e a cui ha imparato a volere bene.

Perché… le Briciole? Non perché…   Molly voglia parlare di cose frivole e senza importanza, ma semplicemente perchĂ© chi riesce a scorgere ed interpretare  le briciole , riesce a cogliere ciò che altri , attenti ai grandi processi, si lasciano sfuggire:  il fluire della vita e degli avvenimenti che, spesso si nascondono, appunto, nelle… briciole, nei dettagli che  riposano nel fondo del bicchiere  indisturbate  perchĂ© non visibili.  E come si legge ne “Il Piccolo Principe” di Antoine Saint Exupèry: le cose essenziali sono invisibili agli occhi, ma non al cuore con cui Eufemia cercherĂ  di leggere ed interpretare i fatti del mondo che ci circonda.

Redazione di Ceppaloni.info

Crescere leggendo

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Briciole  Sono stata un’accanita lettrice fino all’etĂ  adolescenziale quando i libri erano i miei migliori amici , li divoravo uno dopo l’altro e mi immergevo in una realtĂ  parallela dove eroine ed eroi mi facevano compagnia. Con l’etĂ  adulta sono stata travolta dall’uragano della vita reale: matrimonio, figli, lavoro che mi hanno fatto abbandonare questo mio amore rimanendo comunque una sognatrice con la “testa fra l nuvole”.  Ora con la terza etĂ  e la pensione ho ripreso  questa mia vecchia passione e con essa ho ritrovato i miei sogni perduti ed emozioni sopite ma mai dimenticate.

 

Gli ultimi saranno i primi... ma non su questa terra

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Briciole

“…. Arnau , io ho lasciato tutto quello che avevo perchĂ© tu potessi essere libero. Ho abbandonato le nostre terre, che da secoli appartengono agli Estanyol, perchĂ© nessuno potesse fare a te quello che avevano fatto a me, a mio padre e al padre di mio padre….Figlio mio impara ad usare la libertĂ  che ci è costata tanto sforzo raggiungere” con queste parole Bernat Estanyol si rivolge al figlio Arnau nel romanzo fiume dello scrittore e avvocato spagnolo Ildefonso  Falcones “La Cattedrale del Mare” .

La donna che amava i fiori

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Briciole

Ed eccoli, puntuali, erano arrivati, anche quell’anno, “ i giorni della merla”: gli ultimi tre giorni di gennaio. Il freddo era particolarmente pungente, il vento soffiava forte e gli alberi parevano pregare con le cime rivolte in giĂą. Lucia stava riordinando la cucina e immaginava la merla che, in  un tempo molto lontano aveva le piume bianche e il becco giallo. La poverina, per difendersi dal gelo, si era rifugiata in un camino e da bianca era diventata nera per il fumo e la fuliggine. 

 

La vita è meravigliosa

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Briciole

Una sera di fine estate Lucia era rientrata a casa prima del solito con la sensazione che qualcosa stava finendo ma che ancora non era completamente passata e cercava di assaporare e catturare, ad occhi chiusi, i sapori, gli odori ed i colori di un’estate da ricordare. “Sindrome malinconica di fine estate” la chiamava e sentiva che qualcosa di irripetibile volgeva al termine: le sere trascorse con gli amici fino a notte inoltrata, la sensazione di libertà e i sogni mai realizzati che accompagnano questo magico periodo dell’anno. Si guardò allo specchio e vide riflessa l’immagine di un volto ancora bello ma segnato da tante rughe e ogni segno era un’emozione vissuta che si era impressa sul suo viso.

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