«Il comune preferito è sempre Ceppaloni»
Benevento - Il consigliere comunale Luigi Bocchino ha diffuso oggi il seguente comunicato stampa. «L'Arpac è protagonista non solo di gare d'appalto milionarie per lavori di ristrutturazione di locali condotti in fitto, ed eseguiti da impresa diversa da quella risultata aggiudicataria, ma di gestione di personale volontario, precario e comandato. Infatti nei giorni scorsi hanno preso servizio, presso la sede di Benevento, altri convenzionati, tra cui due tecnici provenienti dal vicino comune di Ceppaloni.
A fronte del personale di ruolo, tecnici di laboratorio, specialisti del servizio territoriale, amministrativi, per circa trenta unità, vi sono, allo stato, circa otto volontari, quindici "co.co.co", e sette comandati per un totale di oltre trenta persone non di ruolo. Davvero troppo o troppo poco se l'Arpac ha di fatto assunto il ruolo di agenzia di collocamento al servizio del potere politico, con propensione a convenzionare - com'è accaduto di recente - soggetti provenienti dal Comune di Ceppaloni: il preferito tra tutti i 78 comuni sanniti. E' giunto il momento di fare chiarezza per la Corte dei Conti, innanzitutto per indagare sul ricorso a dette figure di lavoratori: l'Arpac di Benevento non si può avvalere di un numero così esorbitante di precari pagati per prestazioni professionali di dubbia utilità. Una pletora di precari che vengono assunti di continuo per fronteggiare qualsiasi evenienza: che bisogno ha l'Arpac di contornarsi di altro personale non di ruolo, esperti o presunti tali? Lavoratori buoni per tutte le stagioni, anche quelle politiche visto che taluni di essi ricoprono prestigiosi incarichi a livello provinciale e provengono sempre dal solito comune di Ceppaloni. Tocca egualmente all'ispettorato provinciale del Lavoro accertare se sussistono o meno violazioni delle leggi sul collocamento a lavoro dato che si rinnovano le convenzioni di anno in anno, pur cambiando i progetti. Resta il dato politico che è incomprensibile ciò che accade all'Arpac di Benevento, o per meglio dire è comprensibile e legittimo il sospetto che certi contratti siano stati fatti ad amici degli amici, mentre i giovani comuni che non hanno speciale appartenenza politica, o rapporto speciale con il "dominus", restano disoccupati a vita ed ignorano persino le occasioni di lavoro che l'Arpac offre a ciclo continuo . Se calcoliamo che ogni precario potrebbe costare in media all'Arpac circa EUR 1.200,00 mensili x 20 soggetti = EUR 24.000,00 che per 12 mesi dà un risultato di EUR 288.000,00 annui, a cui vanno aggiunti gli oneri di legge: il tutto da moltiplicarsi ancora per gli anni della convenzione. Cifre assurde: uno sperpero di risorse che non ha eguali! Non è più il tempo di tacere o peggio ancora, com'è accaduto di recente per altre vicende della stessa Arpac, di rifugiarsi nella polemica omissiva, sterile e pasticciata, dribblando il merito delle questioni. Non è così che si ripulisce la politica dal malaffare, non è così che si rispetta la pubblica opinione che chiede di avere notizie sui tantissimi episodi di malapolitica, malcostume e malamministrazione di cui sono piene le cronache locali e nazionali. Il nostro dovere è quello di denunciare, quello della Corte dei Conti e dell'Ispettorato del Lavoro di indagare e verificare: al cittadino di riflettere e pensare».
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