«Il presidente del Consiglio non può sindacare la richiesta»
Il capogruppo di opposizione Nino Rossi (nel riquadro), ha scritto al Prefetto di Benevento sottoponendo alla sua attenzione la questione. relativa alla richiesta di convocazione di una seduta consiliare con all'ordine del giorno "Lavori di recupero del Castello medievale - valutazioni e determinazioni", presentata il 27 ottobre scorso dai consiglieri Rossi, Pepicelli, De Blasio e Fiorillo del gruppo consiliare 'Unità democratica per il Comune'. Richiesta che, come spiega lo stesso Rossi nella nota, è stata respinta dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Fantasia, il quale ha ritenuto di "non dover procedere "alla convocazione del Consiglio comunale in quanto in contrasto con i principi costituzionali". Ed ha motivato la propria decisione affermando che nel caso di specie "la richiesta avanzata non rientra affatto tra le materie di competenza di cui all'articolo 42 del decreto legislativo 267/2000, ma assume invece le caratteristiche di un sindacato ispettivo che è un atto di competenza della Giunta comunale''.
Decisione rispetto alla quale, Rossi afferma: "Le motivazioni addotte a sostegno del diniego appaiono del tutto illegittime, pretestuose e volte a ledere un diritto fondamentale della minoranza". Ed a ciò, il capogruppo di opposizione aggiunge diversi motivi a sostegno di tale tesi, tra cui sottolinea come l'articolo 39 del decreto legislativo 267/2000 sancisce che "il presidente del Consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il Consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, il sindaco o il presidente della Provincia, inserendo all' ordine del giorno le questioni richieste" . Inoltre, il leader della minoranza evidenzia: "La norma citata appare inequivoca nel non lasciare alcun margine di discrezionalità al presidente del Consiglio, nel senso di non avere alcun potere di sindacare o valutare l'oggetto della richiesta di convocazione del Consiglio comunale. Unico potere riconosciutogli è quello di verificare la regolarità formale. A ciò - prosegue Rossi nella nota inviata al Prefetto va aggiunto che la giurisprudenza ha avuto modo più volte di intervenire sul punto, confermando in più occasioni che al presidente del Consiglio non è assolutamente consentito di entrare nel merito della richiesta formulata. In quanto, spetta soltanto al Consiglio nella sua totalità la verifica circa la legalità della convocazione e l'ammissibilità delle questioni da trattare, salvo solo il caso in cui l'oggetto si appalesa illecito, impossibile o manifestamente estraneo alle competenze del Consiglio" . Caratteristiche queste ultime, che per Rossi non rappresentano affatto la richiesta avanzata dal suo gruppo. "Infine - continua il capogruppo - davvero non è dato comprendere a quale carattere di sindacato ispettivo si riferisse il presidente del Consiglio. Ed invero, si evidenzia che il comma 6 dell'articolo 25 dello Statuto del Comune di Ceppaloni stabilisce che 'il Consiglio può adottare risoluzioni, mozioni, ordini del giorno per esprimere, nel rispetto del principio della pluralità di opinioni, la sensibilità e gli orientamenti emergente su temi ed avvenimenti di carattere politico, sociale, economico, culturale ed interpretare con tali atti la partecipazione dei cittadini agli eventi che interessano la comunità locale e nazionale"'. Pertanto, come già ribadito più volte, Nino Rossi sottolinea che "la questione del Castello medievale ed i relativi lavori di recupero, di cui si parla da decenni, riguardano un argomento di primaria importanza per la comunità e quindi rientrano in quelle materie per le quali è prevista certamente una discussione in Consiglio comunale" . Dunque, alla luce di quanto evidenziato il capogruppo di opposizione chiede al Prefetto di "esercitare i poteri di cui all'articolo 39 comma 5 del decreto legislativo 267/2000, al fine di provvedere a convocare il Consiglio comunale così come richiesto".
Fonte: Il Sannio Quotidiano

