Prende corpo il Centro di Accoglienza in Etiopia intitolato a Geny Tranfa
L’ubicazione del progetto è ad Areka nella regione del Wolaytta a circa 300 Km a sud di Addis Abeba. E’ questa una regione in cui è endemica la malaria che già da sola miete centinaia di vittime ogni anno. Qui, su di un terreno di circa 4 ettari di terreno, completamente recintato, sono stati già messi a dimora alberi da frutto (banana, mango, papaya, caffè) ed ortaggi, la cui coltivazione mira a rendere autonomo il sostentamento dei residenti della struttura. Per superare l’annoso problema della siccità , è stato scavato un pozzo della profondità di circa 120 metri con annesso serbatoio, i cui costi sono stati sostenuti dal gruppo famiglie del Piemonte. Deve ancora essere realizzato il sistema di irrigazione. Sono in fase di costruzione otto tukul (tipica costruzione africana) destinati ad accogliere le famiglie adottive che si recheranno sul posto e delle piccole officine per fabbro, falegname, sarto, ecc… in grado di assicurare il lavoro ad alcune famiglie.
Il progetto si inserisce nell’ ambito degli interventi di aiuto realizzati nel Wolaytta, che ha visto il Centro Aiuti per l’Etiopia in prima linea nel portare conforto e sollievo alle migliaia di persone vittime della carestia che, soprattutto nel 2008, ha mietuto migliaia di vittime. Una delle tante tragedie dimenticate di cui è ricco il nostro mondo. A breve distanza dal centro di Areka, vi è il piccolo orfanatrofio tenuto dalle suore Cabriniane, sovvenzionato dal CAE, da cui provengono mia figlia Elena, la figlia di Pino, Agnese e Petros, il figlio di Alessandro (cugino di don Renato) così come gran parte dei bambini adottati nel corso del 2009. Il loro ritrovamento ed affidamento alle cure delle suore Cabriniane, è l’effetto della carestia del 2008. Ma per qualche bambino salvato, centinaia non hanno avuto questa possibilità .
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