Come mai lÂ’Espresso conosce notizie e segreti inquietanti?

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Il Campaniale Avevano pensato addirittura all’arresto del ministro della Giustizia in carica, ovvero al leader Udeur Clemente Mastella. Al quale, tra l’altro, verrebbero contestati più di «cento episodi», con «un capitolo consistente sulle toghe sporche, un altro sulla spartizione degli appalti e infine sulle gare pilotate per i depuratori che dovevano salvare la Campania dall’inquinamento». E’ questa la «bomba giudiziaria» di cui parla l’Espresso nel numero oggi in edicola, che riferisce di fatti e carte riservatissimi relativi all’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere (oggi passata per competenza ai colleghi di Napoli), che ha coinvolto, oltre al ministro dimessosi due settimane fa, anche la moglie, la presidente del Consiglio regionale campano, Sandra Lonardo , e altri esponenti di spicco del partito della Campania.

Insomma, dal settimanale debenedettiano parte un nuovo siluro diretto verso il partito di Largo Arenula, già bersagliato nelle scorse settimane da articoli al vetriolo dello stesso newsmagazine. Un assalto all’arma bianca che, ovviamente, il Campanile respinge sdegnato. Innanzitutto, Mastella ha dato mandato ai suoi legali di querelare, «con ampia facoltà di prova», l’Espresso. In particolare, attraverso una nota, l’ex ministro precisa di «non essersi mai occupato di appalti» e, quanto alle nomine di cui parla il settimanale, «solo la cinica cattiveria che da tempo viene utilizzata nei suoi confronti e l’ignoranza giuridica possono falsamente rilevare che le nomine siano una sua prerogativa e non del Csm». Al Guardasigilli, osserva il leader Udeur, «compete solo il concerto che nella sua attività non ha mai negato». Ma le mosse di Mastella e dei suoi non si limitano al ricorso al Tribunale. Anzi. La battaglia si gioca fondamentalmente sul terreno politico. Si apprende, infatti, che i capigruppo parlamentari del Campanile, Mauro Fabris e Tommaso Barbato, hanno chiesto urgentemente di essere ricevuti dal presidente della Repubblica, nella sua qualità di presidente del Csm, per esporgli la loro denuncia. «E’ paradossale», affermano i due esponenti Udeur, «che, mentre Mastella non era a conoscenza dell’arresto della moglie, il settimanale in questione sia invece dettagliatamente informato di questo gravissimo fatto, che peraltro non figura in alcuna carta processuale. Siamo convinti - sostengono Fabris e Barbato - se le notizie rispondono al vero, che un piccolo gruppo di magistrati abbia ordito un attentato agli organi costituzionali ai danni del Ministro della Giustizia e del leader di un partito politico determinando la caduta del Governo e destabilizzando la vita politica del Paese. Ci auguriamo che la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dopo queste sensazionali anticipazioni, faccia accertamenti con lo stesso ferreo rigore con cui si sta applicando a valutare altre fughe di notizie per le quali viene interrogato l’intero staff dell’ex Guardasigilli. Abbiamo sempre pensato che fossimo in presenza di una persecuzione umana e politica. Dopo l’ennesima fuga di notizie ora ne siamo sempre più convinti». Inoltre, a poche ore dal faccia a faccia con il premier incaricato Franco Marini, Fabris e Barbato fanno sapere che «di tutto questo la delegazione dei Popolari-Udeur riferirà anche al presidente incaricato Marini ritenendo che la risposta ai quesiti che verranno a questa vicenda - che vede, assieme, schegge impazzite dello Stato, saranno per noi la priorità rispetto alla legge elettorale. Le leggi elettorali sono infatti solo un aspetto della democrazia, dal momento che qui ed ora sono in discussione la libertà e la democrazia». E sulla «fuga di notizie» dell’Espresso, annuncia il capogruppo Udeur in commissione Giustizia alla Camera, Gino Capotosti, «ho depositato un’interrogazione urgente al nuovo ministro della Giustizia perché indaghi su come ciò sia potuto avvenire» e per chiedere «quali iniziative intenda assumere».

Font: Il Campanile
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