Vasche per le anguille (?) nel centro storico di Ceppaloni
Sembrava una mattina qualunque, una delle tante di un sabato autunnale, fresco ma illuminato da un sole gradevole. Sembrava, ma non fu così. Il paese ancora assonnato fu scosso da una novella che aveva quasi dell’incredibile. Una di quelle storie che come sempre partivano dalla piazza e, di bocca in bocca, percorrevano velocemente tutti vicoletti e gli anfratti del centro storico, arrivando a bussare con irruenza alle porte di tutte le abitazioni, sempre con la stessa energia e vivacità , ma con dettagli sempre diversi ed elementi sempre nuovissimi. La scossa della notizia che come un fulmine ridestò l’intero paese, come sempre aveva un suo epicentro, un suo punto di riferimento, una sua origine che fu subito indicata nella Piazzetta Stella, nei pressi del Tabacchino, nel cuore del Centro Storico di Ceppaloni. E allora come una trama già nota e come un meccanismo rodato, scattava la fase due della notizia, quella che portò per primi i più giovani, poi gli uomini adulti seguiti dai più anziani, ed infine le donne, ancora affaccendate e qualcuna con il pargolo al seguito, a fiondarsi sul posto per verificare quanto sentito, per accertarsi di quanto riferito. Ma cos’era successo? Cosa aveva fatto sobbalzare questa volta l’inero paese?
Un nuovo, sconosciuto e misterioso lavoro pubblico nel Centro Storico di Ceppaloni. Un’inattesa e repentina attività edificatoria in un luogo ormai rassegnato all’inerzia e alla noncuranza. Una notizia che già da sola poteva spiegare l’agitazione mattutina dell’intero paese e la commossa lacrima che corse via sul viso di qualche presente. Una notizia che da sola poteva spiegare perché i più devoti gridarono addirittura al miracolo! Ma come spesso accade, le novità non arrivano mai da sole. E allora all’inimmaginabile novella se ne accompagnò una ancora più straordinaria e incomprensibile, che lasciò tutti i presenti radunati nientemeno che a bocca aperta e a naso all’aria, a domandarsi: ma cos’era questa nuova opera? A cosa sarebbero serviti quei muri e quei mattoni messi lì? E qui allora che, nella concitazione generale, tra il ciarlare incredulo dei più e lo schiamazzo crescente dei bimbi, che le risposte e i pareri cominciarono a serpeggiare dapprima con devoto silenzio poi con convinzione e volume sempre più sfacciato. C’era chi parlava di giardini, chi di piscine o addirittura di nuovi spazi per bambini. Le risposte che la gente si dava erano diverse e confuse, caotiche e contraddittorie, ma tutte comunque valide e probabili. Una più di tutte però sembrava avesse in sé quella sensata ragionevolezza e quella coerenza che porta a scartare qualunque altra soluzione o risposta, e fu allora che tra la folla si levò una voce chiara e decisa che cominciò così ad esporre: “La crisi economica sta obbligando sempre più persone di questo paese a ridurre i consumi e perfino a mettere da parte le proprie abitudini, anche quelle più sane. In tale contesto e con tali difficoltà , l’approssimarsi delle festività natalizie sta producendo in molti di noi ceppalonesi ansia e paura per le evidenti e sempre più pressanti difficoltà a mantenere in vita quelle tradizioni culinarie che hanno caratterizzato e contraddistinto in quelle occasioni la nostra tavola. Il mio pensiero e la mia preoccupazione, e quella di molti altri, va al capitone e all’anguilla, pilastri portanti del nostro smisurato e sacrosanto pranzo della vigilia di Natale. Allora signori di fronte a questo gravissimo pericolo, dinnanzi a tale evidente minaccia per il Natale dei ceppalonesi, il Sindaco, l’Assessore al Centro Storico e l’intera Amministrazione Comunale hanno ben pensato di edificare in loco vasche per l’allevamento di anguille e capitoni, in modo da assicurare a tutti noi un Natale sereno e abbondante di tale cibarie. Signori miei bisogna riconoscerlo – e con un tono sempre più alto si accingeva a concludere la sua arringa – in un Paese che và sempre di più alla malora, noi ne abbiamo uno che ci manda alle anguille e ai capitoni!â€.
Manco a dirlo, un applauso fragoroso e convito si levò dalla piazza commossa e soddisfatta.




