Consiglio regionale itinerante e Giunta in videoconferenza

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La Mastelliade è giunta ad un punto di svolta: quello che è stato chiamato – scorrettamente e volgarmente – il procuratore macchietta ha evidentemente centrato il bersaglio, visti gli esiti degli interrogatori e dei riesami: la conferma degli arresti per gli assessori Udeur Andrea Abbamonte e Luigi Nocera e per il consigliere regionale Udeur Fernando Errico, l’adozione dell’obbligo di dimora per il Presidente del Consiglio Regionale Alessandrina Lonardo Mastella, la conferma sostanziale delle misure emesse contro il consuocero di Mastella e contro altri associati non direttamente impegnati in politica rappresentano altrettante conferme della sostanziale tenuta dell’impianto accusatorio indicato dai P.M. sammaritani e condiviso dal GIP di quel Tribunale.
Sono rimasti smentiti, almeno allo stato, i tanti profeti, di destra, di sinistra e di centro e anche assisi su scranni istituzionali molto alti (leggi Nicola Mancino), che avevano presagito un immediato fallimento dell’inchiesta della “procurina” di S. Maria C.V.
Proviamo a fare ordine: se subito dopo l’adozione delle misure cautelari personali è corretto osservare un atteggiamento di prudente valutazione circa i possibili esiti di quelle misure, necessariamente adottate “a sorpresa” (non si può avvisare l’arrestando dell’imminente arresto e chi lo afferma o è demente o è in mala fede), in attesa degli esiti del contraddittorio consentito all’indagato e alla sua difesa sul merito della contestazione sia in sede di interrogatorio di garanzia che in sede di riesame da parte del cd. Tribunale della Libertà, una volta che tali passaggi processuali di garanzia siano intervenuti e le misure siano state confermate o anche revocate e attenuate solo in relazione al sopravvenuto difetto o alla sopravvenuta attenuazione di esigenze cautelari, allora non si può che ritenere che il quadro accusatorio sia seriamente configurato e sia assistito da gravi indizi che, pur non essendo ancora prove, rappresentano un grave vulnus alla credibilità dei coinvolti.
In paesi a noi vicini per sviluppo economico e per caratteristiche istituzionali (quantomeno formali) uomini politici colpiti da accuse anche meno gravi di quelle mosse agli indagati di questo procedimento si sarebbero dimessi immediatamente.
Essi hanno atteso fin’ora, probabilmente fiduciosi nel possibile accoglimento integrale dei loro ricorsi al Tribunale del Riesame (che ha sede a Napoli e non a S. Maria Capua Vetere).
Oggi, però, nei confronti di coloro per cui è prevista la sospensione dalla funzione sarebbe bene che essa venisse al più presto adottata mentre dagli altri è lecito attendersi il compimento del dignitoso gesto di dimettersi dall’incarico, non potendo continuare a rappresentare il popolo in queste condizioni.
Non è invece accettabile che il Presidente del Consiglio Regionale, inquisita per tentata concussione e non per vendita di noccioline americane senza la licenza comunale, possa ritenere di continuare ad esercitare tale funzione mentre è tenuta all’obbligo di dimora in Ceppaloni, suo comune di residenza.
Bisognerà pure spiegarle pure che il Consiglio Regionale non può tenersi certo a Ceppalonia, ammenocchè un qualche brillante avvocato o professore della estesa corte non abbia partorito un originale parere di senso contrario.
Come certamente non si può pensare di convocare le Giunte Regionali in videoconferenza – previa autorizzazione di volta in volta del GIP – per farvi partecipare gli assessori agli arresti.
E’ scandaloso che si debba arrivare a scrivere questo in un paese civile: le dimissioni dovrebbero partire ben prima.
E’ di queste ultime ore la notizia che gli assessori Abbamonte e Nocera hanno avuto la sensibilità istituzionale di dimettersi dall’incarico e, al momento, appaiono gli unici a cui si deve almeno dare atto di aver compiuto un gesto di civiltà democratica. Quanto agli altri, staremo a vedere.
 
Fonte: IL Sannio Quotidiano
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