Chi è causa del suo mal pianga se stesso..

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sveglia Riceviamo e pubblichiamo

In una fredda mattina bolognese, nella calma del passeggio cittadino, le persone si accingono nella propria routine: c’e l’anziana signora che porta il cane a passeggio, i giovani che si recano alle università, la mamma col figlio irrequieto, i muratori che si scaldano lavorando di gran lena, in poche parole una mattina come tante altre. Tra i vicoli, in quella consueta mattina, echeggia una voce che mi distoglie e preso dalla curiosità la ricerco tra i vicoli; con l’avvicinarmi questa voce si fa sempre più chiara e mi accorgo, dai toni, che si tratta di una protesta; nel frattempo la mia immaginazione mi porta a credere che mi sarei imbattuto in un comizio, una manifestazione, in una piazza gremita di gente e invece, niente di tutto questo! Girato l’angolo mi imbatto in una ragazza, che non aveva più di 25 anni, in compagnia di due suoi coetanei, che urlava la sua protesta rivolta verso l’ingresso di un negozio.

 

 

 

Ancor prima di capire quale fosse la causa della protesta, mi soffermo sui tre individui, ne resto affascinato!

 

Questo accade non perché avessero caratteristiche fisiche particolari, ma proprio per l’esatto contrario, infatti sono tre giovani che come tanti altri vanno all’università, lavorano, gioiscono, piangono….ma soprattutto sognano, perché solo chi ha il coraggio di sognare cerca di cambiare il mondo partendo anche dalle piccole cose.

 

Il negozio in questione è una pellicceria, e detto questo si fa più chiara la motivazione che anima i tre giovani; infatti protestano per l’utilizzo di questi capi per la creazione dei quali, come tutti ben sapete, necessita l’uccisione di svariati tipi di animali, e lo fanno con grande passione, tanto da fermare, con l’intento di sensibilizzare, gli stessi clienti del negozio, che, dimostrando una grande civiltà, si trattengono a dire la propria. Quanta passione ho veduto in quei ragazzi, che volontà, quanti ideali!

 

 

 

L’idea di rendervi partecipi di questa piccola storia nasce dall’esigenza di dare una scossa, perché molte volte, facciamo si che gli eventi ci scorrano addosso, e pure se questi ci disgustano, non muoviamo un dito per cambiarli! Come il dono di un sorriso o un gesto gentile possono cambiare la giornata di un individuo sensibile che ci incontra, così anche un proprio punto di vista pronunciato con passione può scuotere l’animo di chi ci ascolta.

 

 

 

Avete buoni propositi per il nuovo anno? Io si, tanti, e ve ne suggerisco uno: svegliamocii!!

 

E questo non da domani mattina, ma da adesso! Con questo non dico di andare a fare i missionari in Congo, e nemmeno di andare a protestare in qualche grande città ma di esigere rispetto dalle istituzioni del paese nel quale viviamo. Non siamo stanchi di vedere che le istituzioni comunali sprecano soldi per fare percorsi tra le campagne, che possono servire perlopiù a qualche trattore per arrivare due minuti prima a destinazione, quando poi le nostre strade sono piene di buche, con parti in bilico sulle scarpate e frane che provocano incidenti? Non ci disgusta sapere che vengono sfruttati fondi per centinaia di migliaia di euro per compiere ristrutturazioni o restauri di beni a volte anche a noi vicini, tipo chiese e scuole, deturpati da lavori diretti con incompetenza e svolti da imprese che non danno lavoro a nessuna famiglia del posto? Non siamo stanchi nemmeno di accorgerci che quando abbiamo una esigenza che per legge ci spetta di diritto, ci rechiamo in un comune dove le cose sono fatte a titolo di cortesia quando invece dovrebbero essere svolte con dedizione e costanza da persone che sono pagate per farlo? Non ci scuote nemmeno sapere che nelle nostre istituzioni i posti di lavoro vengono assegnati quasi per titolo di successione? Nemmeno che alcune gare d’appalto seguono percorsi spesso opinabili?!? Che i nostri politici attraverso i piani regolatori assegnano categorie con metodi parecchio inusuali e criticabili?!? Che ragazzi senza arte ne parte occupino posti di lavoro che spettano di diritto a chi con impegno nello studio se li meritava, aumentando non solo la voglia di gettare la spugna nei ragazzi in gamba, ma anche i disservizi, che l’incompetenza dei raccomandati crea nei vari uffici statali! Non ci indigna nemmeno che addirittura ci sono persone che occupano ruoli di controllo da applicare verso chi casomai quel posto glielo ha fatto ottenere ? Nemmeno che se c’è qualche lavoro stagionale, che i comuni potrebbero assegnare per il benessere degli abitanti della stessa comunità, come per magia viene gentilmente regalato a qualche parente o amico? Ma allora !!! Ditemi cosa altro ci devono fare per farci dire basta, per renderci più uomini e ribellarci, cosa stiamo aspettando? Vogliamo crescere nella convinzione che tutto cambierà, che arrivi qualche rivoluzionario che cambi la nostra realtà, o aspettate l’aiuto di Dio?! Le nostre preghiere dedichiamole a chi vive in posti come l’Africa dove davvero non c’è altra alternativa che affidarsi a Dio, noi, da qui, scrolliamoci di dosso la polvere dell’indifferenza e diamoci da fare! Questo nostro paese va in fumo proprio come le sigarette che i ragazzi scroccano davanti al bar perché non hanno un lavoro che gli consenta nemmeno di comprarle!

 

Cominciamo le nostre giornate con la consapevolezza che lo stato siamo noi e chi lo governa è solo un rappresentante, non un monarca che schiavizza il popolo, quindi esigete rispetto e trasparenza, manifestate con educazione ed intelligenza le vostre perplessità, e non abbiate paura di metterci la faccia! La nostra paura è la forza di chi ci manovra come burattini e col sorriso sulle labbra ci sfila il portafogli sprecando e sottraendo illecitamente denaro che ci appartiene!

 

 

 

La prima cosa che mi è stata detta appena ho fatto leggere questo breve scritto ad un amico è stata quella di non firmarlo, ma, per non essere come colui che arma la guerra e fa partire gli altri, vi dico che mi chiamo Mariano Porcaro e non temo che da domani qualcuno non mi saluterà, non temo di riceve altre minacce come quelle che  mi sono già pervenute, non temo che la mia azienda vada in fumo come alcuni dei concorrenti sleali o personaggi con poca coscienza sperano da tempo, non temo di dover andare via da questo paese, il mio paese, del quale amo anche il più remoto angolo di strada o campagna, perché messo in condizioni di doverlo fare.

 

Non temo tutto questo perché spero e credo che questa mia presa di posizione possa animare almeno una sola persona e quindi non sarà stato tutto vano.

 

Il mio 2010 inizia così, nel migliore dei modi, mi auguro di non essere il solo a metterci la faccia!

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