Ora basta. Vogliamo la bonifica

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Fiaccolata 2Fiaccole per tenere accesa la luce della speranza. Palloncini per volare oltre certe umane meschinità. Ma anche tanta paura nei volti delle circa due- cento persone che ieri sera hanno preso parte alla manifestazione promossa dal comitato «Per i nostri figli - Bonifichiamo Ceppaloni». Una iniziativa nata nel centro sannita all’indomani della clamorosa azione della Direzione distrettuale antimafia e del Corpo forestale dello Stato che ha portato alla luce un traffico organizzato di rifiuti pericolosi svolto sul territorio ceppalonese. Oltre 10mila metri quadrati di terreno utilizzati come ricettacolo di immondizia d’ogni genere: dagli scarti edili ai rifiuti ospedalieri. Un nuovo caso, addirittura ancora più eclatante di quello che nel 2007 aveva portato Ceppaloni agli «onori» delle cronache per una vicenda analoga.

 

Allora l’inchiesta prese il nome di «Operazione Chernobyl» a indicare il grado di pericolosità per salute e ambiente delle condotte praticate dagli autori dei reati, perlopiù gli stessi coinvolti anche negli ultimi accadimenti. E se errare è umano, perseverare ha notoriamente del demoniaco. Un sortilegio perverso sembra aver colpito questo bel comune adagiato sulle colline del Sabato. Due vicende del genere nello stesso paese, in una provincia peraltro mediamente non caratterizzata da certe pratiche, hanno dell’incredibile. Incredibile è che nessuno abbia presagito che qualcosa di molto grave si stesse verificando sul territorio. Incredibile è che le stesse persone si siano rese protagoniste (a pronunciarsi sulla colpevolezza ci penserà la magistratura) della medesima grave condotta.

Eppure qualcuno chiede da tempo che sull’episodio del 2007 si faccia chiarezza. I rap- presentanti del comitato «Bonifichiamo Ceppaloni» sono impegnati in una operazione verità che finora non ha dato i frutti sperati. «Vogliamo ancora sperare che qualcosa si muova - commenta Angela Pugliese, tra le promotrici della manifestazione - Da anni chiediamo invano che si accertino le responsabilità di quanto accaduto nel 2007. Questo nuovo caso ci spinge a chiederlo con maggiore forza, ma soprattutto pretendiamo che si effettui la bonifica di quei siti. Il numero di persone colpite da tumori, leucemie e altre malattie degenerative aumenta esponenzialmente anno dopo anno. Non si può non vederlo, bisogna fare qualcosa».
Alla fiaccolata ha preso parte anche il sindaco, Claudio Cataudo. Il presidente del Comitato, Luca Simeone, al termine della manifestazione lo ha ringraziato per la presenza insieme ai rappresentanti di tutti gli schieramenti politici. Noi gli avremmo chiesto: «Sindaco, ci spiega come può essere accaduto?».

Fonte: Ottopagine

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