«Lo sport ha perso ancora»
Dopo la decisione del Giudice sportivo di respingere il ricorso del Ceppaloni nei confronti del Sinuessa Mondragone, questo è il duro comunicato della squadra sannita. “Lo sport ha perso ancora una volta. Bisogna dirlo perché la finale di Coppa Campania sarà giocata da una squadra che non è in regola. E questo ormai è chiaro a tutti. La Sinuessa Mondragone fa festa, giustamente, dopo aver saputo che il ricorso da noi presentato è stato respinto.
I casertani giocheranno la finale, ma non perché sono in regola. Si sono già salvati una volta per lo stesso motivo dopo aver superato i quarti di finale. Il ricorso è stato respinto per una semplice ragione: il fax alla federazione è arrivato alle 12:41, e quindi, a quanto pare, fuori tempo massimo. Mentre sia il fax che preannunciava il ricorso, sia le accomandate, sono state spedite entro mezzogiorno alla società ospitante e anche alla stessa federazione. Dunque il G.S.T ha deciso che il ricorso non poteva essere accettato. A questo punto è proprio a chi stila i regolamenti che ci riferiamo: nel comunicato del 5 settembre 2014 viene spiegato che i ricorsi vanno presentati entro le 12 del giorno successivo alla partita perché il G.S.T. possa prenderne atto immediatamente. Peccato che poi per decidere se il ricorso sia valido o no, vengono impiegate due settimane e alla fine si penalizza chi è in regola. Ma che il calcio dilettante nella nostra ragione stia ormai andando a rotoli è chiaro a tutti. Per questo una società come la nostra, che sta provando ad investire stilando un progetto triennale, non può far altro che arrendersi dopo esperienze del genere che non hanno nulla a che fare con lo sport evitando di proseguire questa avventura visti anche gli arbitraggi che durante il campionato ci hanno incredibilmente penalizzato. Dopo aver avuto questa notizia, vogliamo però spiegare qualcosa al signor Gino Marotta della Sinuessa Mondragone, protagonista di un articolo sul sito sportcampania.it in cui ha dichiarato che ”Il passaggio del turno è stato conquistato meritatamente sul campo”, per poi aggiungere:” La nostra struttura era una bolgia? Il nostro campo è di recente costruzione e siamo supportati dai nostri tifosi, che naturalmente tifano per la squadra locale. Dispiace che sia stato accusato un giocatore in particolare (Aversario), ma ormai sono eventi passati”. Rispondiamo semplicemente che alcuni dei suoi tesserati non sono in regola, e lei lo sa bene visto che ha fatto una campagna acquisti alla vigilia della partita di ritorno pur di provare a ribaltare il risultato. Inoltre, la vostra struttura è una gabbia in cui tutti hanno accesso allo spogliatoio dell’arbitro (perso corretta e voi sapete il perché) e della squadra ospite. Campo dove giocare è quasi impossibile. L’accoglienza ricevuta dai nostri ragazzi non è stata la stessa dell’andata dove siete stati tratti, sia in campo che fuori, con i guanti bianchi come accade solitamente quando si gioca nel Sannio. Eravate in netto ritardo con l’arbitro che era intenzionato a farci vincere a tavolino. Ma noi, per rispetto dello sport, che riteniamo sia una cosa seria, vi siamo addirittura venuti a prendere. Poi, per quanto riguarda l’accusa ad Aversario, ribadiamo che è vergognoso il comportamento che ha avuto e che solo un arbitro con i tappi nelle orecchie gli ha risparmiato un cartellino rosso, cosa che invece in altre situazioni, per esempio nel derby contro la Sinope e nel match contro il Falciano, gli è stato giustamente mostrato. Questo è un giocatore recidivo. Le “parole”, però sono arrivate solo nella ripresa dopo che il signor Aversario aveva già sferrato a palla lontana uno schiaffone a Zollo che lo stava mettendo in difficoltà . Ma per il signor Marotta questo è “gioco maschio”, quindi evidentemente tutti coloro che fanno calcio a 5 da anni, dovranno andare a fare un corso accelerato proprio da Aversario. Il signor Marotta nel giorno successivo alla partita, ha telefonato ad un nostro dirigente per dire che il comportamento di Aversario era stato assolutamente da condannare e per questo avrebbe messo il ragazzo fuori rosa. Ora, invece, lo difende. Noi siamo sicuri che il giocatore in questione sia una brava persona, ma evidentemente in campo si trasforma. Sarebbe il caso, però, che a quasi 40 anni imparasse a comportarsi e soprattutto a non allungare le mani e a pensare a voce alta. Per noi i comportamenti contano più dei risultati, per voi il discorso evidentemente è molto diverso. La speranza ora è che siate capaci di alzare al cielo la Coppa Campania –anche se non giocherete nella gabbia- , perché sarebbe un grande premio soprattutto per i nostri dirigenti regionali soprattutto se dovranno revocare il trofeo dopo l’ennesimo ricorso, ma questa volta giunto in tempo”.
Fonte: Ottopagine

