Patto territoriale, non si placa lÂ’ondata di polemiche
Ceppaloni News. Il Patto territoriale «Valle del Sabato», che ha nel comune di Ceppaloni l’ente capofila insieme ad altri municipi e imprese, è al centro di infuocate polemiche. Un vero e proprio rincorrersi di accuse incrociate, sospetti e anche timori che uno strumento che ha drenato ingenti somme dalle casse pubbliche non abbia sortito gli effetti sperati in termini occupazionali e di ricadute positive sul territorio. Almeno è questa l’aria che si respira nel comune di Arpaise, dove si è svolto un consiglio comunale ad hoc sull’argomento e dove non sono mancate parole forti e toni quasi ultimativi. Ad aprire il fuoco di sbarramento contro la gestione del Patto è stata la componente di minoranza, dalla quale è anche partita la richiesta di convocazione dei consiglieri comunali.
Ad intervenire adesso sulla vicenda è il sindaco di Arpaise, Enrico Rossi, che al «Sannio» spiega nel dettaglio la situazione di oggettiva difficoltà che si sta vivendo da tempo. «Dall’opposizione è partita una richiesta di convocazione del consiglio per avere informazioni sulle assunzioni dei dipendenti nelle strutture inserite nel Patto - esordisce -, cosa che però non potevamo dare dal momento che si tratta di informazioni di cui nemmeno noi siamo a conoscenza. Quando l’assemblea dei soci ha discusso di questo argomento, gli industriali hanno risposto sostanzialmente che si trattava di strategie aziendali che andavano rispettate e che quindi non ci si poteva «sbilanciare» più di tanto per assumere personale prima che gli stabilimenti entrassero in produzione. In ogni caso, non è che abbia visto una volontà pienamente positiva a far fronte alle nostre richieste». Un rapporto, quello tra la parte pubblica e quella privata, che non sembra viaggiare su binari convergenti. «Sembrava quasi - rincara la dose il sindaco Rossi - che gli industriali facessero i «pesci in barile», e questo per la maggioranza di parte pubblica non è stato tollerabile. Anche perché stiamo parlando di soldi pubblici e che spesso non tengono fede a quanto stabilito nell’accordo di programma». Parole dure, che vanno di pari passo con la situazione di relativo stallo che si registra a livello di consiglio d’amministrazione. «Con la nuova legge Finanziaria - riprende il primo cittadino sannita -, si dovevano ridurre i componenti degli enti pubblici nelle partecipate da 7 a 5 consiglieri. Cosa questa che abbiamo assolto prontamente con le dimissioni di due esponenti, tra cui il presidente. Adesso, però, ci ritroviamo nella situazione che i soci di parte pubblica sono numericamente inferiori a quelli di parte privata, con un rapporto di cinque a sei. E questa è una cosa che ovviamente non può stare in piedi. Per questo motivo, nonostante le sollecitazioni da tempo mosse agli investitori che ancora non hanno risposto con atti concreti, bisognerà riunirsi ancora una volta per dare un nuovo assetto al cda». Insomma, la situazione appare alquanto ingarbugliata, anche alla luce del fatto che il sindaco Rossi tiene a precisare che Ceppaloni è «il comune capofila che detiene la maggioranza delle azioni, mentre Arpaise come socio minoritario ha un ruolo molto marginale. Credo comunque che la matassa si sbroglierà la prossima settimana, a seguito di una nuova convocazione che dovrebbe arrivare in tempi brevi. Anche se credo - è l’impressione del primo cittadino - che non ci sia la volontà di rifinanziare il Patto Valle del Sabato, ma per avere maggiori certezze bisognerà attendere qualche settimana». L’ultimo passaggio, il primo cittadino di Arpaise lo fa sulla polemica politica interna che si è innescata proprio sulla vicenda del Patto: «Si tratta di considerazioni pretestuose, anche perché la minoranza strumentalmente è voluta apparire come «salvatrice della patria» per i giovani del paese. Strano per una opposizione che invece si è sempre disinteressata dei problemi del consiglio d’amministrazione, nel quale io invece ho portato una battaglia minacciando anche l’uscita dal Patto e denunce alla magistratura se non fossero stati rispettati i termini e le condizioni previste. L’amministrazione comunale di Arpaise è sempre stata attenta su questa vicenda. Spiace però - è l’amara conclusione finale - che l’amministratore delegato del Patto territoriale, invitata a parlare e informare i consiglieri comunali di Arpaise, non si sia presentata, adducendo motivazioni poco convincenti».
Fonte: Il Sannio Quotidiano
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