Quindici giorni fa il "Terromoto"

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Quindici giorni che, comunque vada, hanno lasciato il segno. Sono quelli intercorsi dagli arresti che hanno squassato l’Udeur campano, provocando ripercussioni anche a livello nazionale, e le decisioni del Riesame. Risale allo scorso sedici gennaio il clamoroso blitz, seguito e scandito da polemiche roventi, accuse incrociate, interventi a più livelli e occasioni di solidarietà per quanti sono rimasti coinvolti nelle maglie di un’indagine che continua a far rumore per il ruolo pubblico e la notorietà delle persone chiamate in causa, e per aver disvelato una serie di vicende. Penalmente rilevanti, secondo l’accusa.

 
Mentre la difesa ritiene, al contrario, che in molti casi le condotte ipotizzate siano ascrivibili solo a comportamenti politici. Abbiamo provato a ripercorrerle, sommariamente, queste due settimane ‘caldissime’, tenendo presente, però, che la storia sembra tutt’altro che conclusa. Perchè la parola è passata alla procura e, ora, al gip del tribunale di Napoli. Anche se i pm di Santa Maria Capua Vetere, nell’appello al Riesame contro il ‘no’ alla misura interdittiva chiesta per il procuratore di Foggia, Vincenzo Russo, e Paolo Salvatore, presidente della quarta sezione del Consiglio di Stato, ribadiscono la competenza per la conduzione dell’inchiesta, sottolineando che la stessa competenza a procedere è del loro ufficio in relazione all’accusa, contestata a vari indagati, di associazione per delinquere.

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Il ‘terremoto’ comincia la mattina del sedici gennaio. E’ un mercoledì come tanti. Sono le 8.30 quando il lancio di un’agenzia, immediatamente ripreso, ‘deflagra’ nelle redazioni. La notizia: Sandra Lonardo, moglie del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e presidente del Consiglio regionale, è stata arrestata nell’ambito di un’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere. Poco dopo la prima sorpresa: la signora Lonardo comunica, sempre attraverso le agenzie, di non aver ricevuto la notifica di alcun provvedimento restrittivo. I minuti trascorrono ma non c’è alcuna certezza. Dopo un silenzio iniziale, interviene il capo della procura di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei: “Alla signora Lonardo non è stato notificato alcun provvedimento restrittivoâ€. Dichiarazione che infittisce sempre più il mistero...
Mastella è a Roma, alla Camera, dove è atteso per comunicazioni sull’attività della giustizia. Il Guardasigilli, che ha disertato anche il giuramento degli allievi della polizia penitenziaria, è provato; legge un intervento abbastanza duro nei confronti “di alcune frange estremiste della magistratura che mi vedono come un avversario da contrastare†e annuncia le proprie dimissioni da ministro. “Tra l’amore della mia famiglia e il potere scelgo il primoâ€, dice prima di partire alla volta di Ceppaloni. Il tam tam è infernale, sono numerose le attestazioni di solidarietà che arrivano a Sandra Lonardo da politici nazionali, regionali e locali, alcuni dei quali non sanno che saranno di lì a breve anche loro raggiunti da provvedimenti restrittivi. In tutto sono ventitrè le ordinanze di custodia cautelare che il gip Francesco Chiaromonte ha emesso, dichiarandosi contemporaneamente incompetente territorialmente, su richiesta dei pm Maurizio Giordano ed Alessandro Cimmino: quattro in carcere, diciannove ai ‘domiciliari’, oltre a quattro misure interdittive. Trentacinque, complessivamente, gli indagati, tra di loro anche lo stesso Mastella. E’ una bufera giudiziaria che si abbatte sull’Udeur e lo ‘decapita’. Nel mirino degli inquirenti l’esistenza di una presunta associazione per delinquere che avrebbe operato prevalentemente nell’ambito territoriale della Regione Campania, interessato – secondo l’accusa – all’acquisizione del controllo delle attività pubbliche, di concorsi e gare bandite dagli enti. Dopo le 14 Sandra Lonardo finisce agli arresti domiciliari e con lei, tra gli altri, gli assessori regionali al Personale e all’Ambiente, Andrea Abbamonte e Luigi Nocera, il capogruppo del Campanile in Consiglio regionale, Fernando Errico, il consigliere regionale Nicola Ferraro, il sindaco di Benevento, Fausto Pepe (chiamato in causa come ingegnere) e quello di Cerreto Sannita, Antonio Barbieri. E ancora: imprenditori e funzionari pubblici.
Gli arresti in carcere vengono disposti per Carlo Camilleri, consuocero di Mastella, che dal quattordici gennaio è ricoverato al ‘Rummo’ per problemi cardiaci, un suo collaboratore, l’ingegnere Antonello Scocca, e Vincenzo Lucariello, ex segretario del Tar Campania. Il prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano, viene sospeso dall’incarico. Il blitz ha un’impressionante eco mediatica, a Ceppaloni arrivano giornalisti da tutt’Italia.
17 gennaio: mentre saltano fuori i contenuti di intercettazioni che, a detta della procura sammaritana, parlano di presunte concussioni o tentate concussioni per nomine in Enti e strutture sanitarie, di gare e concorsi che sarebbero stati ‘pilotati’, cominciano gli interrogatori. Mastella convoca una conferenza stampa al ‘President’, dove giunge preceduto da una manifestazione di sostenitori, amici ed esponenti di partito. “Non siamo i capi di un’associazione mafiosa, ma di un partito che esige rispettoâ€, tuona, tra gli applausi, il leader del Campanile.
18 gennaio: in giro per Ceppaloni, tallonato dai cronisti, Mastella si sfoga: “Quando non riescono ad imbastire inchieste penali, cercano di infangarmi in altro modoâ€. Cita Cossiga: “Quando accettai il ministero della Giustizia mi disse di stare attento. Aveva ragione... Da quando sono diventato ministro hanno avuto inizio i problemi. Ricordate quando dissero che mio figlio apparteneva alla Gea? Era una bufala. E di vallettopoli? Addirittura dissero che ero stato a pranzo con Lele Mora quando invece lo avevo incontrato, per caso, in un ristorante di Roma. E la vicenda del festino in barca con Della Valle? Un’altra bugiaâ€. Poi, un accenno alle inchieste di Catanzaro e Potenza: “Sarei indagato per intrecci sui fondi europei. Pensate voi... Nel capoluogo lucano, invece, su nove parlamentari intercettati addirittura cinque sono del mio partito. E’ una cosa assurdaâ€. E’ convinto, Mastella, di essere politicamente “scomodoâ€. “Che io dia fastidio, che sia scomodo, è raccontato da tutto quello che è successo. Ciò mi spaventa. Mi fa pensare anche che dietro questa vicenda non possa esserci soltanto quel procuratore di Santa Maria Capua Vetereâ€. Il riferimento è al Partito Democratico.
Elio Mastella, uno dei figli della coppia, è protagonista di uno ‘scontro’ con Alessandro Sortino, inviato delle Iene. Partono gli interrogatori, gli indagati respingono le accuse.
19 gennaio: Sandra Lonardo compare dinanzi al gip ma resta in silenzio: “Risponderò solo al giudice competenteâ€, afferma. Rilascia dichiarazioni spontanee: “Accuse infondate, mai minacciato nessunoâ€. Quando rientra a Ceppaloni è accolta da una fiaccolata e da cori di incoraggiamento.
20 gennaio: il gip Chiaromonte arriva all’ospedale Rummo per ascoltare Carlo Camilleri, ma l’ingegnere non risponde. “E’ una scelta dettata dalle condizioni di saluteâ€, spiega il suo legale.
21 gennaio: numerose le manifestazioni di solidarietà, gli interrogatori proseguono. Errico si difende rispetto alla vicenda che gli viene addebitata.
22 gennaio: ascoltato dal gip Chiaromonte, Fausto Pepe si dice estraneo ai fatti contestati, e lo stesso fa, il giorno dopo, Antonio Barbieri. Il 23 gennaio gli atti vengono trasferiti alla procura di Napoli.
24 gennaio: il gip rimette in libertà, revocando gli arresti per insussistenza dei gravi indizi, Pepe, Barbieri ed un terzo indagato. I due sindaci incontrano gli organi di informazione e raccontano tutto ciò che hanno sofferto nei giorni in cui sono stati privati della libertà personale. L’Udeur, che aveva già lasciato la maggioranza, vota contro la fiducia a Prodi. E lo stesso fanno i senatori che fanno capo a Dini. Il Governo di centrosinistra cade, il presidente del Consiglio si presenta da Napolitano per le dimissioni.
28 gennaio: vengono discussi i ricorsi presentati al tribunale del Riesame, il pm partenopeo, Curcio, chiede di revocare i ‘domiciliari’ a Sandra Lonardo perchè sono cessate le esigenze cautelari.
29 gennaio: il Riesame revoca gli arresti a Sandra Lonardo ma dispone per lei l’obbligo di dimora, una misura coercitiva. Stessa decisione anche per Ferraro. Scocca e Lucariello passano dal carcere ai ‘domiciliari’, Camilleri viene trasferito dall’ospedale alla casa circondariale di contrada Capodimonte. Alcune persone tornano invece in libertà. A Ceppaloni la delusione è enorme, la signora Mastella: “Non capisco, mi sembra quasi un esilioâ€. L’ex ministro va ancora all’attacco.
30 gennaio: la procura di Napoli trasmette le sue richieste all’ufficio gip che entro pochissimi giorni deve decidere per evitare che le misure perdano efficacia. Il Riesame conferma gli arresti per Abbamonte, Nocera ed Errico.
 
Fonte: Il Quaderno
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